Si terrà nella giornata di venerdì 9 giugno l’autopsia di Giulia Tramontano, uccisa con il bimbo che portava in grembo dal fidanzato reo confesso, Alessandro Impagnatiello. Durante l’esame autoptico si cercherà anche l’eventuale presenza nel corpo della vittima di principi attivi del topicida ritrovato nello zaino di Impagnatiello.
Omicidio di Senago, l’aggressione a Giulia Tramontano
Che anche dopo l’arresto, stando alle ricostruzioni dei rilievi effettuati nell’appartamento in cui si è consumato l’omicidio, avrebbe continuato a fornire versioni discordanti e non veritiere. A partire dalla modalità con cui Giulia è stata uccisa: se infatti durante la confessione, Impagnatiello aveva detto di aver colpito la futura mamma dopo che lei si era ferita con il coltello volontariamente, davanti al Gip aveva spiegato di aver colpito Giulia al collo dopo che lei si era tagliata per errore. Stando alle ricostruzioni, come riporta Il Corriere della Sera, l’aggressione sarebbe avvenuta con le modalità di un agguato.
Le menzogne di Impagnatiello
Macchie di sangue sono state ritrovate sulle pareti, verosimilmente dopo la coltellata alla gola che ha impedito a Giulia di urlare. Sangue che è stato comprato dopo l’omicidio, come spiega sempre Il Corriere, dopo l’omicidio. Particolare omesso durante la fase degli interrogatori, tanto che agli atti è stato inserito che Impagnatiello è “in grado di mentire ripetutamente e di cambiare più volte versione dei fatti”. Nell’inchiesta non ci sono al momento altri indagati oltre al reo confesso e non ci sarebbero elementi su complicità nel delitto e nell’occultamento del cadavere.
Redazione web
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