La Popillia japonica invade i campi di Bollate e di tutti i comuni della nostra zona.
La prima segnalazione ci è arrivata da via dei Dossi, poi da Baranzate, da via Don Uboldi e, martedì, da via Origona, sempre a Bollate. Poi i casi si sono moltiplicati, a Garbagnate, a Paderno Dugnano, a Limbiate, a Cogliate.
C’è una vera e propria invasione in atto, ed è un’invasione pericolosa per le colture, poiché c’è un insetto vorace che sta mangiando di tutto.
Ogni giorno che passa, aumentano le segnalazioni di questo insetto e ormai pare che ce ne siano a milioni nei campi bollatesi.
Si tratta della “Popillia japonica”, un coleottero di origine giapponese che rappresenta l’ennesima specie non autoctona arrivata da lontano per portare distruzione.
Infatti distrugge prati, foglie e frutti delle piante ed è così vorace che si può sentire il rumore che fa un gruppo di insetti mentre divora le foglie di una pianta da frutto o di un orto.
La Popillia japonica compare a fine giugno e ha la sua massima diffusione a fine luglio, dunque vuol dire che oggi siamo quasi all’inizio dell’invasione e il peggio arriverà nelle prossime settimane.
L’insetto è stato scoperto per la prima volta nel 2014 nelle valli del Ticino, arrivato chissà come fin qui e subito proliferato in modo pauroso, poiché non ha nemici che lo combattano. In Giappone è tenuto sotto controllo dai nemici naturali della specie, da noi non è cosi e si sta diffondendo in modo preoccupante, al punto che adesso è arrivato a infestare anche i nostri campi.
L’Unione Europea lo ritiene tra le 20 specie più nocive, la Regione Lombardia sta tentando di trovare un rimedio per fronteggiare l’invasione del coleottero, che si differenzia dal nostrano maggiolino degli orti per i 12 ciuffi di peli bianchi che circondano il dorso.
La Popillia japonica compare da giugno fino a settembre e prende di mira non solo i campi ma anche le piante dei boschi.
Popillia japonica, come combatterla
Un rimedio suggerito dalla Regione è quello di prendere delle speciali trappole fatte da barattoli gialli e verdi con apposite alette: il coleottero ne viene attratto e rimane intrappolato all’interno, ma vanno usate da esperti, se no si peggiora la situazione.
Un altro rimedio è andare a eliminarli uno a uno al mattino presto o alla sera, quando sono meno mobili, facendoli cadere in un recipiente che abbia all’interno dell’acqua e aceto.
Si può anche agire spruzzando insetticidi anti-cimice, ma in questo caso è bene chiedere ai florovivaisti della zona. Una soluzione biologica è spruzzare olio di neem diluito in acqua, non serve a uccidere ma fa da repellente e tiene lontani questi insetti dagli orti.
Ultima soluzione è coprire orti e piante da frutta con reti anti insetto prima che la Popillia arrivi.
L’emergenza è così grave che la Ue ha già finanziato nel 2020 il progetto Ipm Popillia per combattere questa piaga, ma evidentemente i risultati, almeno per ora, sono stati nulli.
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