Cesate, incendio nel Parco delle Groane, l’allarme di Della Rovere: “C’è in giro un piromane”.
Le fiamme dell’incendio che lo scorso lunedì ha colpito i boschi di Cesate difficilmente potranno essere dimenticate da chi era sul posto in quelle terribili ore, dai soccorritori, dagli abitanti della zona che hanno momentaneamente dovuto abbandonare le proprie case, dagli ospiti della Rsa e i proprietari della birreria Fabbrica di Pedavena, minacciati dal rogo e protetti strenuamente dai Vigili del fuoco, dalla protezione civile, le guardie del parco, i nuclei antincendio per un totale di circa 25 mezzi impegnati nella maxi emergenza.
Dopo quell’episodio, che aveva avuto origine poco lontano, nei boschi tra la piscina e la birreria, una serie di altri incendi di più ridotte dimensioni si sono susseguiti, fino all’ultimo, a distanza di una settimana, proprio il lunedì di Pasqua. Fortunatamente non ci sono stati danni alle abitazioni e alle persone, ma le cose sarebbero potute andare peggio, solo grazie a tutti gli uomini e le donne impegnati a combattere contro l’incendio e contro il vento, non ci sono state conseguenze peggiori.
Terminata l’emergenza, non resta che fare i conti con quanto accaduto: la scorsa settimana riportavamo una prima prima stima di circa 6 ettari di bosco andati in fumo, questa stima oggi sale a 15, tra Cesate, Limbiate, Misinto e Lazzate, dove nei boschi di Sant’Andrea proprio nella notte di Pasqua si è verificato un altro incendio.
Come ci comunicano dal Parco delle Groane, gli incendi sono stati una decina, sono stati impegnati una cinquantina di volontari antincendio del Parco; la Regione Lombardia ha diramato un comunicato relativo al rischio incendi, anche in vista delle festività. Le Gev (Guardie ecologiche volontarie) sono state impegnate anche a Pasqua e Pasquetta per segnalazioni di fumi, di auto e moto proprio dentro il parco; e a tutti i volontari è andato il ringraziamento del presidente Emiliano Campi e del consiglio di gestione.
Cesate, incendio nel Parco delle Groane, l’ipotesi di Della Rovere “Forse un piromane”
Mentre si indaga su quanto accaduto, con tutte le difficoltà del caso, molti si chiedono cosa sia realmente accaduto, c’è chi parla dei soliti bivacchi degli spacciatori, e chi sospetta che dietro questa serie di incendi ci sia la mano di uno o più piromani, tra questi l’ex presidente del Parco Roberto Della Rovere, che anche tramite i suoi profili social, ha dichiarato apertamente “È ora di smetterla di incolpare spacciatori e tossici e dirci chiaramente che siamo di fronte a uno o più piromani”. Proprio a Roberto Della Rovere abbiamo rivolto alcune domande.
Cosa c’è di diverso rispetto alle altre volte e quali sono i segnali che farebbero propendere per un incendio doloso?
“La tecnica utilizzata sostanzialmente è riproducibile, questi incendi come quelli che hanno coinvolto Misinto e Lazzate e che toccano il parco annualmente, avvengono sempre in un momento preciso, in giornate ventose dopo un periodo senza pioggia, sempre nel tardo pomeriggio o all’inizio della sera, appena prima del tramonto, quando gli elicotteri che potrebbero intervenire non possono più volare.
Gli incendi vengono poi appiccati in zone interne che non sono frequentate e di difficile accesso da parte dei mezzi dei Vigili del fuoco che devono fermarsi e devono entrare a piedi. È capitato inoltre che nel momento in cui i Vigili del fuoco erano impegnati ed estinguere le fiamme in una zona, poche centinaia di metri più in là, scoccasse un altro incendio. É capitato che alcuni incendi siano scaturiti da bivacchi di spacciatori o tossici, ma sono accaduti anche in zone in cui non ci sono presenze di questo tipo”.
É possibile che questi episodi multipli siano accidentali?
“Possiamo valutare questa ipotesi ma cosa può far scaturire un fuoco? Una sigaretta gettata accesa? Sì, ma è altamente improbabile perché le sigarette adesso sono autoestinguenti e si spengono dopo pochi secondi, non è impossibile ma è complicato; un’altra forma di innesco potrebbero essere dei pezzi di vetro che fungono da lente concentrando il fascio di luce solare ma questo non accade alle 19, con il sole basso e in questo periodo. Potrebbe trattarsi di una dispersione degli elettrodotti? Anche in questo caso, oltre al fatto che sono stati fatti in passato dei controlli che escludono delle perdite, gli incendi sono accaduti in zone in cui gli elettrodotti non ci sono”.
Roberto Della Rovere esclude nella sua analisi anche gli eventuali fini speculativi perché comunque le zone sono protette dai vincoli del Parco e sarebbe impossibile poter costruire qualsiasi cosa e conclude auspicando un’indagine che possa trovare il colpevole o i colpevoli, verificando anche la serie storica esistente di almeno 20 anni degli incendi accaduti.
Certo è molto complesso in un rogo come quello di lunedì riuscire a trovare gli inneschi, ma se davvero dietro questi episodi si cela la mano di un piromane ciò che preoccupa è l’arrivo dell’estate e delle temperature elevate che insieme alla siccità potrebbero rendere questi incendi ancora più pericolosi.
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