Una regista di Cormano è in corsa per il David di Donatello 2022.
Tra le opere selezionate dall’Accademia del Cinema Italiano per il prestigioso David di Donatello 2022 è in corsa anche l’opera della regista cormanese Stefania Rossella Grassi che con Tommaso Scutari ha scritto e diretto “Preludio”, cortometraggio sul femminicidio girato a Cormano a Villa Sciortino di fronte a Villa Manzoni.
Una storia intensa, già presente alla prestigiosa rassegna “Capri Hollywood”, che ha potuto contare sulla partecipazione di attrici e attori italiani che hanno donato la propria interpretazione alla realizzazione dell’opera che sarà a disposizione di centri anti-violenza, associazioni e chiunque vorrà realizzare iniziative in aiuto delle vittime di violenza.
Il “Preludio” è infatti il segnale che una donna può cogliere prima che la situazione volga all’irreparabile rivolgendosi immediatamente alla rete di sostegno che ogni anno è sempre più in grado di fornire l’aiuto necessario.
L’Accademia è rimasta colpita dalla narrazione in cui non compaiono immagini di violenza che però viene percepita dalle parole “dell’orco”, interpretato da un intenso Alessandro Haber, le cui riflessioni solitarie sembrano partire da un pensiero d’amore, ma basta una parola che appare un’ombra in grado di creare un’inquietudine.
Progressivamente il pensiero diventa sempre più esplicito, rilevando la possessività dell’orco che non può accettare l’abbandono e che incolpa la donna che “amava da morire” di essere la causa del suo comportamento.
Fino a che non arriva la voce della donna che rivelerà l’inevitabile macabro destino, mentre sullo schermo si susseguono volti di attrici che hanno voluto aderire al messaggio come Daniela Giordano, Corinne Clery, Serena Grandi e altri nomi del cinema italiano. La narrazione si avvale delle voci di Isabella Rossellini e Franco Nero, mentre la sigla finale si avvale del contributo di Mina con “Fly Away”.
Il cortometraggio vuole così puntare i riflettori su un terribile problema attuale, ma anche far comprendere che c’è una possibilità di liberarsi dall’orco, anche grazie all’introduzione della legge “Codice Rosso” e il “Reddito di libertà”.
“Oggi le donne hanno ottenuto molto con l’inserimento di queste nuove normative – ci ha spiegato la regista cormanese – aprire “la porta dell’inferno” è più sicuro, si viene accolti da questa rete di protezione che mette in atto subito tutele e aiutano la donna a liberarsi da situazioni che possono sfociare in tragedia”.
Importante per Stefania Rossella Grassi anche aver potuto realizzare il cortometraggio nella sua Cormano, dove ha ricevuto il pieno sostegno da parte del sindaco Magistro, tra l’altro per mostrare come si possa diffondere un messaggio importante a livello internazionale partendo dal proprio luogo di vita con cui si ha un legame particolare.
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