Il sindaco Marco Giudici chiede l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale sul progetto del data center che sorgerà a Cesate, a circa 500 metri dal confine con Caronno Pertusella: intervento rispetto al quale l’amministrazione caronnese continua a manifestare forti perplessità.
Fra le principali preoccupazioni evidenziate dal primo cittadino vi sono la mancanza di una visione complessiva del territorio e l’assenza di una pianificazione condivisa tra i Comuni interessati. Giudici richiama l’attenzione sull’impatto infrastrutturale ed energetico dell’opera, che prevede estese superfici coperte, edifici di notevole altezza, importanti volumi costruttivi e la presenza di rilevanti sistemi tecnologici ed energetici di emergenza.
Secondo il primo cittadino, il progetto potrebbe avere ripercussioni sul settore agricolo e sugli ambiti naturali strategici, oltre che sul corridoio ecologico che collega il Parco Regionale delle Groane al sistema del Parco del Lura. A questo si aggiunge la contemporanea presenza di un progetto agrivoltaico nelle aree agricole tra Cesate e Solaro, situazione che, a suo giudizio, rischia di favorire una progressiva frammentazione del suolo. Le criticità riguardano inoltre gli effetti complessivi sull’ecosistema locale, sul microclima e sul paesaggio, soprattutto se gli interventi vengono valutati singolarmente e non nel loro insieme.
Data center, Caronno chiede a Cesate un tavolo di confronto intercomunale
Giudici respinge inoltre quanto sostenuto dal Comune di Cesate nella risposta a un’osservazione presentata da Caronno Pertusella durante la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica (Vas): “In realtà non c’è stato nessun percorso di concertazione intercomunale, tanto meno con noi, in merito alla definizione delle misure mitigative e compensative”.
In attesa degli studi relativi alle emissioni acustiche e in atmosfera del futuro data center, il sindaco ribadisce la propria preoccupazione per il proliferare di progetti analoghi sul territorio. Da qui la proposta di istituire un tavolo di confronto che coinvolga i Comuni confinanti con Cesate, anche quelli esterni alla Città Metropolitana, con la possibile partecipazione degli enti sovraordinati e dei soggetti gestori delle aree protette, come il Plis del Lura e il Parco delle Groane: “L’obiettivo dev’essere quello di condividere una cabina di regia che analizzi in modo integrato le trasformazioni in atto, garantendo che lo sviluppo infrastrutturale non comprometta irreversibilmente il valore ecologico, paesaggistico e la qualità della vita delle nostre comunità”.
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