Garbagnate, “Balbuzie oltre le parole”. Ne ha parlato la dottoressa Felisi.
Il progetto “Vivere in salute”, la sera di martedì 9 presso la Biblioteca Corte Valenti, ha contemplato un incontro rivolto a genitori e insegnanti sul tema “Balbuzie oltre la parola”. Promotori dell’evento sono stati il Comune in coordinamento con il dott. Sergio Felisi.
La professionista che ha condotto l’incontro è stata la dottoressa Sofia Felisi, logopedista esperta nei disturbi della fluenza verbale, che lavora presso l’Unità di Foniatria e Logopedia dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano. La serata ha avuto inizio con l’intervento della dottoressa Noemi Felisi, che ha presentato sinteticamente il profilo della relatrice: nella sua attività clinica si occupa soprattutto dell’età evolutiva e ha sviluppato nel tempo un particolare interesse per il tema della balbuzie, tanto da frequentare attualmente un master europeo proprio su questo argomento. I destinatari dell’evento sono stati soprattutto genitori e insegnanti, ma anche persone desiderose di approfondire le problematiche afferenti alla balbuzie, che – ricordiamolo – per molti portatori non è una malattia, bensì un’impronta acusticamente percepibile che spesso ha ricadute nella sfera sociale del soggetto.
Balbuzie, una disfluenza di cui hanno sofferto anche Giulio Cesare, Mosè, Marilyn Monroe, Winston Churchill e Nicole Kidman
La dottoressa Felisi ha condotto l’incontro con competenza e spiccata professionalità, approfondendo l’argomento e indicando strategie e consigli pratici per sostenere bambini e ragazzi nella loro comunicazione. La relazione si è sviluppata partendo dalla definizione della balbuzie e dalla sua eziologia (studio delle cause del disturbo), per poi affrontare le strategie che possono essere adottate dai genitori, senza dimenticare il ruolo fondamentale degli insegnanti nei diversi percorsi di crescita dei ragazzi.
In primo luogo, la relatrice ha voluto sfatare alcuni falsi miti eziologici legati alla balbuzie, chiarendo che la causa della balbuzie non è: emotiva o psicologica, traumatica, legata a deficit cognitivi, motori o neurologici, correlata al bilinguismo, né riconducibile a processi di apprendimento (“balbetta perché ha sentito qualcuno farlo”). La balbuzie è un disturbo del linguaggio che comporta una forma di disfluenza involontaria, con interruzioni del regolare ritmo della parola, manifestate attraverso ripetizioni, prolungamenti o blocchi di suoni, sillabe o parole, spesso accompagnate da comorbilità e da comportamenti di evitamento e/o di sforzo. In sostanza, si tratta di un’alterazione della comunicazione orale. Generalmente insorge nell’infanzia, tra i 2 e i 6 anni, ed è più comune nei maschi. Esistono diversi tipi di trattamento, come la logopedia e il supporto psicologico; inoltre, la balbuzie non è necessariamente legata all’intelligenza ed è spesso gestibile.
È stato ricordato che molte personalità di rilievo hanno presentato questa disfluenza, tra cui Giulio Cesare, Mosè, Marilyn Monroe, Winston Churchill Nicole Kidman… Un intervento precoce, spesso entro il primo anno dall’insorgenza, può migliorare significativamente la prognosi, che presenta una percentuale di remissione stimata tra il 65% e l’85%.
Il Notiziario ha chiesto alla dottoressa dove e a chi devono rivolgersi i genitori, o chi per essi, quando notano, dopo i primi 33 mesi, l’insorgenza della balbuzie nel proprio bambino. “Nel caso di insorgenza della balbuzie – ci spiega la dottoressa – si monitora inizialmente l’evoluzione del disturbo e, successivamente, ci si può rivolgere a un logopedista specializzato nei disturbi della fluenza verbale. Presso l’Ospedale Luigi Sacco riceviamo con prescrizione medica per una prima visita foniatrica; in ambito privato è invece sufficiente contattare un logopedista formato e specializzato in questo settore”.
L’obiettivo del trattamento è ridurre le interruzioni del linguaggio e migliorare la capacità comunicativa. Per questo è importante, soprattutto durante il periodo scolastico, creare attorno al soggetto una rete di supporto che sappia interrogarsi, analizzare e individuare soluzioni personalizzate, coinvolgendo scuola, familiari e il mondo sanitario, in particolare i logopedisti.
Proprio per questo sono risultate fondamentali le indicazioni fornite dalla professionista per affrontare le eventuali difficoltà che possono insorgere nei primi anni di vita dei bambini. I presenti hanno apprezzato la professionalità della dottoressa Felisi, che ha saputo trasmettere fiducia nelle possibilità di intervento nelle situazioni legate alla balbuzie.
M.G.




