Garbagnate, vaccinazioni in gravidanza sì o no? Parla la primaria Muggiasca.
La campagna vaccinale dell’Asst Rhodense è cominciata nelle scorse settimane, ma c’è un interrogativo che sorge spesso: le donne in gravidanza come devono comportarsi? A rispondere è la dottoressa Luisa Muggiasca, direttrice della Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Garbagnate.
“La gravidanza rappresenta sicuramente una condizione di maggiore suscettibilità alle infezioni, per una rimodulazione della risposta immunitaria indispensabile per garantire il normale svolgimento della gestazione stessa. Per questo motivo alcune infezioni che presentano, solitamente, un andamento relativamente benigno possono, se contratte in gravidanza, essere associate ad elevata morbosità e mortalità sia materna che fetale. Parlando di influenza è importante che la gravida sia immunizzata dal momento che la malattia aumenta il rischio di ospedalizzazione per la comparsa di complicanze sia materne (polmoniti) sia fetali (prematurità e basso peso alla nascita). Inoltre, con la vaccinazione, la mamma trasferisce anticorpi al feto che, nei primi sei mesi di vita postnatale, avrà una protezione maggiore contro l’influenza, le malattie delle alte vie respiratorie e le otiti”.
La vaccinazione con vaccino inattivato può essere effettuata in qualsiasi trimestre della gravidanza ed è priva di effetti collaterali significativi?
“Prima di procedere alla vaccinazione, comunque, viene sempre effettuata una accurata anamnesi (raccolta della storia clinica della gravida) da parte del medico. Un’altra vaccinazione consigliata in gravidanza durante il periodo invernale è quella anti Covid 19. Numerosi sono gli studi che hanno dimostrato come la gravidanza si associ, in modo indipendente, ad un aumento di tre volte del rischio di ricovero in terapia intensiva in caso di infezione da Covid, rispetto a quanto osservato nelle donne non in gravidanza con sintomi.
In particolare, le donne gravide che presentano altre patologie (diabete, ipertensione cronica, cardiopatie ed asma), età materna superiore a 35 anni, elevato BMI (elevato peso corporeo rispetto all’altezza) etnia nera ed asiatica hanno un rischio particolarmente elevato di complicanze legate all’infezione. Anche l’epoca gestazionale superiore a 28 settimane rappresenta un fattore di rischio per una forma sintomatica più severa.
I vaccini mRNA Covid 19 non contengono virus vivi, sono altamente efficaci nella produzione di anticorpi e non contengono sostanze note per essere dannose per la gravidanza o per il feto. Gli anticorpi sviluppati dalla mamma sono inoltre protettivi contro l’infezione anche per il neonato”.
E’ importante sapere che si devono effettuare 2 dosi per ottimizzare la protezione e occorrono due settimane dopo la seconda dose per considerarsi protette dall’infezione.
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