Tre sindaci al prefetto: contro lo spaccio di droga nel bosco servono gli specialisti dell’Arma dei Carabinieri, in particolare i Cacciatori di Sardegna. Dopo l’inquietante episodio di sabato sera nel bosco di Sant’Andrea, in territorio di Misinto ma a poche centinaia di metri dai confini con Lazzate e Cogliate, i sindaci dei tre comuni hanno deciso di scrivere al prefetto di Monza e Brianza, Enrico Roccatagliata, in carica dallo scorso mese di luglio.
“Ci preme portare alla Sua attenzione, come l’intensificarsi del fenomeno legato allo spaccio di sostanze stupefacenti in alcune aree dei nostri territori, stia portando alla percezione di insicurezza da parte dei residenti a livelli ormai preoccupanti” -scrivono Matteo Piuri, sindaco di Misinto, Andrea Monti, sindaco di Lazzate e Andrea Basilico, sindaco di Cogliate, secondo cui è “oramai improcrastinabile, l’attivazione di misure di prevenzione che possano almeno ridurre le conseguenze di tali episodi criminosi”.
Omicidio nel bosco a Misinto, tre sindaci al prefetto: “Mandi i cacciatori di Sardegna”
Si sottolinea anche lo stretto rapporto di collaborazione fin qui mantenuto tra le tre amministrazioni comunali e si apprezza lo sforzo messo in campo anche recentemente con le operazioni coordinate con la Questura, tra novembre e dicembre.
“Riteniamo sia arrivato il momento di attivare delle iniziative più incisive. In alcune province, per esempio, nel corso delle normali attività svolte dalle forze di Polizia intervengono, in ausilio, degli squadroni eliportati, come i cosiddetti “Cacciatori” di Sardegna, vista la particolare tipologia di territorio da controllare. Le chiediamo di valutare l’attivazione di tali servizi anche sui nostri territori. Le chiediamo, altresì, di valutare la convocazione di un tavolo tecnico che abbia come oggetto la sicurezza nell’area delle Alte Groane in modo tale che, come accaduto in passato, si possa tutti insieme, addivenire ad iniziative condivise da mettere in campo per la sicurezza dei nostri concittadini”.
Omicidio nel bosco per la droga, i commenti sferzanti dei residenti
“Chi vende morte non merita di vivere” -taglia corto Angelo commentando l’accaduto sulla pagina Facebook dedicata a Misinto, mentre c’è chi con ironia amara parlando di “un’altra morte sul lavoro”, come Massimo. Qui la convivenza forzata tra chi nei boschi del Parco delle Groane cerca momenti di relax, aria buona e attività fisica salutare e chi invece vende o acquista droga, non è certo una novità.
“Li vediamo tutti, quelli che vendono che si nascondono tra gli alberi e quelli che comprano, che di solito non scendono neanche dalla macchina, ma qualche volta si incamminano nel sentiero un centinaio di metri per concludere l’affare” -racconta Luigi, i settanta superati da un pezzo, berretto di lana, sciarpa al collo e bicicletta portata a mano, che muove la testa a destra e sinistra guardando a terra per dire che non riesce proprio a capirli.
I runners che battono quotidianamente i sentieri guardano dritto avanti e non si lasciano distrarre durante la corsa, però confermano che gli appostamenti nel bosco ormai sono noti a tutti. Quelli con la mountain bike che sfrecciano sulla fitta rete di ciclabile dicono che quello sarebbe il mezzo ideale per bloccare gli spacciatori in fuga, ricordando le imprese realizzate negli anni scorsi da queste parti da Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia, anche con l’utilizzo dei droni, come suggerisce Tony su Facebook, prima che Cristiano suggerisca di “tagliare tutto il sottobosco” per aumentare la visibilità all’interno e Mario proponga come soluzione che il bosco “ogni tanto e senza preavviso venisse usato per esercitazioni o manovre del Esercito”
Gabriele Bassani




