In collaborazione con Adnkronos. La prevenzione è un viaggio in cui occorre avere il giusto bagaglio di informazioni per riconoscere i sintomi e favorire una diagnosi precoce. Nasce da questa idea la campagna “In viaggio verso la prevenzione” – promossa da Merck Italia e patrocinata da Associazione Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali (Palinuro) e dalla Società Italiana di Uro-Oncologia (Siuro) – per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione del tumore della vescica che in Italia rappresenta la quinta neoplasia per incidenza e in urologia è secondo solo al tumore della prostata.
Durante il fine settimana, una grande valigia, simbolo del bagaglio di conoscenze necessarie per affrontare il tumore alla vescica con le informazioni e gli strumenti giusti, ha fatto tappa a Milano aprendo la campagna che toccherà anche le città di Bari e Roma.
“Per un’azienda come la nostra, che ama definirsi “In love with care” – afferma Iris Buttinoni, Head of Communication di Merck Italia – avere cura dei pazienti e di chi li affianca vuol dire rispondere a tutti i needs non soddisfatti: non solo i bisogni terapeutici, ma anche quelli di educazione sulla salute. Vogliamo rispondere a queste esigenze informative sperimentando sempre nuove modalità e nuovi linguaggi e canali, anche in collaborazione con associazioni da sempre attente alla divulgazione e sensibilizzazione sulle patologie, che possono aiutarci a raggiungere audience più ampie”.
A tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa sono stati consegnati dei materiali a tema e dei leaflet con informazioni sulla patologia contenenti un QR code che rimanda a brevi video divulgativi in cui esperti forniscono maggiori dettagli sulla stessa.
“Siamo molto felici di poter patrocinare una campagna come questa in cui si coinvolgono cittadini direttamente sul territorio – ha spiegato Edoardo Fiorini, Presidente di PaLiNUro – poiché si riesce ad attirare l’attenzione e diffondere la conoscenza a un gran numero di persone. Purtroppo, quando parliamo di carcinoma alla vescica, sappiamo che è una patologia che non ha nessuna possibilità di fare degli screening, per cui l’unica cosa importante da fare è cercare di effettuare una diagnosi precoce cogliendo i segnali che nella maggior parte dei casi ci vengono dati attraverso il sangue nelle urine”.
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