Anoressia, bulimia, binge eating: acronimi e definizioni che descrivono una realtà sempre più diffusa tra i giovani italiani. I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano oggi una vera emergenza sanitaria e sociale, aggravata da una crescente esposizione ai social media, da ideali estetici irrealistici e da fragilità emotive spesso sottovalutate.
In Italia 3 milioni di persone soffrono di Dca
Secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia circa 3 milioni di persone soffrono di un DCA, e oltre il 70% sono adolescenti e giovani adulti, in prevalenza ragazze, ma con un’incidenza crescente anche tra i ragazzi. L’età di esordio si è drammaticamente abbassata: i primi segnali possono comparire già tra i 10 e i 12 anni.
Dopo la Pandemia il fenomeno dei Dca è esploso
Il fenomeno è esploso soprattutto nel post-pandemia, quando isolamento sociale, ansia e incertezza hanno acuito disagi preesistenti. Ma a incidere sono anche la pressione estetica, l’uso distorto dei social network e un’informazione spesso fuorviante legata all’alimentazione e al fitness. “Le immagini perfette che scorrono ogni giorno su Instagram o TikTok possono innescare un confronto costante e tossico con il proprio corpo”, spiega la psicologa clinica Valentina Russo, specializzata in DCA.
I DCA non sono semplici “capricci alimentari”, ma disturbi mentali complessi che coinvolgono corpo e psiche, e possono portare a gravi conseguenze fisiche, psicologiche e sociali, fino al rischio di morte: l’anoressia nervosa ha uno dei più alti tassi di mortalità tra le patologie psichiatriche.
Il trattamento richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga medici, psicologi, nutrizionisti e, nei casi più gravi, il ricovero in centri specializzati. In Italia le strutture pubbliche dedicate non sono però sufficienti a coprire la crescente domanda: molte famiglie faticano a ottenere aiuto tempestivo.
Il 15 marzo si celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui DCA. Ma la vera sfida è far sì che l’attenzione duri tutto l’anno. Prevenzione, ascolto e informazione corretta sono gli strumenti più efficaci per contrastare un disturbo che spesso nasce nel silenzio e cresce nell’indifferenza.
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