Facebook è tra i più famosi social network del mondo, tra i precursori di tutti quelli che quotidianamente ci permettono di entrare in contatto con gli altri, in qualsiasi parte del pianeta. Si tratta di un “ponte” digitale con oltre vent’anni alle spalle, una maturità raggiunta attraverso la continua evoluzione dei servizi e delle funzioni dedicate alle connessioni. Un social che, però, potrebbe non risultare più in voga nel 2025, così come emerge dall’indagine degli esperti di ExpressVPN che hanno condotto un sondaggio sui fruitori della piattaforma e le loro esigenze.
Facebook nasce come bacheca virtuale universitaria nel 2004 a opera di Mark Zuckerberg, studente di Harvard che voleva connettersi con gli altri sfruttando il web. Un’intuizione, la sua, che trovò subito il successo a livello globale, crescendo e articolandosi nel tempo in base alle esigenze dei suoi utenti. Un’idea universitaria, dunque, che ben presto si è estesa ai diversi campi sociali, divenendo una vera e propria vetrina dove parlare di sé, del proprio lavoro e della propria attività.
Un social mondiale, che ha saputo collegare la gente e renderla virtuale, ma che deve ora affrontare un’ulteriore sfida: le nuove generazioni.
Facebook fra vecchi e nuovi utenti
Il mondo in cui è nato Facebook appartiene al passato. Per molti il 2004 è solo dietro l’angolo, ma chi appartiene alla generazione alpha o z forse nemmeno era nato. Il prodotto ideato da un ragazzo universitario si affacciava su un mondo dove la tecnologia faceva passi da gigante, ma la gente si approcciava con molta cautela a tutto ciò che era “online”. L’intuizione di Zuckerberg ha fatto leva sulla voglia di relazionarsi e di parlare di sé, con una formula che avvantaggiava tutti: da chi lo usava per trovare vecchi amici a chi ne cercava di nuovi; dal voler creare una vetrina a chi sperava di poter far udire la sua voce. In un mondo dove esistevano ancora le lettere, i fax e imperversavano gli sms, Facebook ha rappresentato un ponte che abbreviava le distanze.
Oggi, le nuove generazioni sono nate in un contesto dove tutto ciò già esiste. Per loro essere social, connettersi in tempi lampo, navigare sul web o farsi selfie è scontato. E proprio per questo la loro voglia di qualcosa di nuovo rischia di scontrarsi con un prodotto radicato, ma che appartiene al passato.
Come emerge dagli studi di State of Mind, le nuove generazioni hanno una soglia dell’attenzione generalmente più bassa. Qualcosa di statico ai loro occhi appare come monotono e noioso. Facebook, fra i vari esperimenti sulle funzioni da inserire nella piattaforma, ha anche dato largo campo ai reels, i video brevi che mostrano un brand, un’idea o un prodotto. La concorrenza, però, è molto agguerrita se si pensa ad altre realtà come Instagram o TikTok, nate successivamente, sfruttando linguaggi più vicini ai giovani, come le foto e i video, ritagliando meno spazio per i testi.
Facebook è visto da queste generazioni come “datato”, privo degli strumenti giusti per farsi conoscere. Vivono di hashtag, meme, si scambiano gif e realizzano video da far diventare virali. Si approcciano ai social non per scambiare idee, ma per creare la vetrina dove crescere potenzialmente come influencer e far parlare di sé.
A questo si aggiungono i continui cambiamenti della piattaforma, nota oggi come Meta Platforms, che ha applicato diverse restrizioni e dove un algoritmo rimescola le interazioni spesso ai danni dei contenuti. E chi vuole esprimere sé stesso cerca maggiore libertà che spesso trova in altri lidi.
Facebook: declino o transizione?
Il mondo digitale, come si è detto, è in continua evoluzione e si affianca alle scoperte tecnologiche. Il Metaverso, per esempio, e l’avvento delle ai offrono scenari che i più giovani trovano allettanti, perché più vicini al loro modo di vivere e pensare. E Facebook? Riuscirà a stare al passo senza snaturarsi? O è destinato a essere soppiantato da social network più vicini agli utenti del futuro?
Se c’è una cosa che la piattaforma ha dimostrato negli anni, è di voler rimanere fra i leader e mettersi in gioco, crescendo assieme alle esigenze dei suoi utenti.
Ma che sia transizione o solo cambiamento, di sicuro Facebook ha ancora qualcosa da dire o un altro volto da mostrare.
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