L’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, l’IRCCS Policlinico San Donato, l’ASST degli Spedali Civili di Brescia e il Centro Cardiologico Monzino, sono i primi quattro grandi centri ospedalieri della Lombardia, oltre all’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, tra i primi in Europa, nei quali è stata introdotto il defibrillatore extravascolare di ultima generazione Aurora EV–ICD.
Il nuovo dispositivo, sviluppato da Medtronic, azienda leader di HealthCare Technology, segna un passo avanti nella tecnologia dei defibrillatori impiantabili che prevengono la morte cardiaca improvvisa, responsabile del 50% dei decessi riconducibili al cuore. Il nuovo dispositivo è unico nel suo genere perché posiziona l’elettrocatetere sotto lo sterno, all’esterno del cuore e delle vene. In questo modo Aurora EV–ICD fornisce defibrillazione salvavita e terapia di stimolazione antitachicardica (ATP) come i tradizionali defibrillatori transvenosi, ma evita le loro possibili complicanze, come l’occlusione dei vasi (restringimento, blocco o compressione di una vena), il rischio di infezioni e i rischi correlati ad una eventuale estrazione dell’elettrocatetere.
Le equipes dei 4 ospedali guidate dal Dottor Patrizio Mazzone (ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda), dal Professor Carlo Pappone e Dottor Zarko Calovic (IRCCS Policlinico San Donato), dal Professor Antonio Curnis (ASST degli Spedali Civili di Brescia) e dal Professor Claudio Tondo (Centro Cardiologico Monzino) hanno già avviato i primi impianti.
Tra i vantaggi del nuovo dispositivo vi sono la possibilità di stimolare il cuore e interrompere aritmie potenzialmente letali tramite impulsi a bassa energia evitando shock al paziente, il posizionamento all’esterno del cuore e delle vene per evitare complicanze a lungo termine che potrebbero essere associate agli elettrocateteri transvenosi, come l’occlusione dei vasi (restringimento o blocco di una vena), rischi di infezioni e rischi correlati ad una eventuale estrazione dell’elettrocatetere. Il dispositivo, inoltre, ha le stesse piccole dimensioni (33 cc) e la stessa forma dei defibrillatori impiantabili tradizionali, con una durata della batteria di oltre 11 anni.
Il fatto che il defibrillatore sia impiantato con un approccio mininvasivo sotto l’ascella e che l’elettrodo segua l’arco delle costole e raggiunga il cuore dietro allo sterno permette di evitare del tutto il tragitto intravenoso. Il nuovo dispositivo ha quindi il grosso vantaggio di evitare le possibili complicanze e l’invasività dei dispositivi transvenosi, mantenendo comunque i loro benefici.
In Lombardia ogni anno si contano circa 99.000 decessi e 130.000 ricoveri ospedalieri per eventi cardiovascolari. Nella Regione le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Lombardia, coerentemente con il dato mondiale. Nel mondo, infatti, molte più persone muoiono per arresto cardiaco che per cancro del colon, della prostata, polmonite, e l’unica cura efficace è la defibrillazione. Il 92% dei pazienti colpiti da arresto cardiaco muore entro pochi minuti se non viene salvato da un defibrillatore. Il ruolo dei defibrillatori impiantabili è quello di prevenire la morte cardiaca improvvisa.
Aurora EV-ICD è stato realizzato da Medtronic dopo oltre 10 anni di ricerche. Si tratta dell’azienda che, negli anni Cinquanta, ha inventato la tecnologia del pacemaker cardiaco, e che ora è divenuta leader mondiale nell’orizzonte della tecnologia Healthcare.
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