Con la Tari, tariffa rifiuti del 2025, ogni utenza pagherà 6 euro in più, indipendentemente dai metri quadri dell’immobile e dai componenti del nucleo famigliare per sostenere il “bonus rifiuti” che verrà erogato dal Governo ai nuclei famigliari in difficoltà, raccogliendolo direttamente da chi già paga il servizio.
Da quest’anno la “bolletta” Tari – la tassa sui rifiuti – si arricchisce di una nuova componente aggiuntiva, approvata dall’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) per coprire gli sconti destinati agli utenti in condizione di disagio economico, così come previsto dal Dpcm 21 gennaio 2025, n. 24.
Tari, aumento di 6 euro fisso per tutte le bollette in tutti i comuni
La misura, stabilita con la delibera 133/2025/R/Rif dello scorso 1° aprile, impone per il 2025 un contributo fisso pari a 6 euro per ogni utenza – domestica e non – soggetta alla Tari o alla tariffa corrispettiva. L’importo servirà a compensare i Comuni per i mancati incassi derivanti dagli sconti applicati alle famiglie a basso reddito. L’Authority ha precisato che l’ammontare potrà essere aggiornato in futuro in base al numero effettivo di beneficiari, e non esclude una futura differenziazione dell’importo tra cittadini e imprese.
La nuova voce si aggiunge ad altre due componenti extra già presenti nella bolletta dei rifiuti: la prima, introdotta nel 2023, serve a coprire i costi per la gestione dei rifiuti accidentalmente pescati in mare, in attuazione della legge cosiddetta “SalvaMare” e ha un importo fisso iniziale di 10 centesimi ad utenza, la seconda è destinata a finanziare le agevolazioni concesse in caso di eventi eccezionali o calamità naturali e ha un importo fisso di 1,50 euro ad utenza.
I Comuni, che entro il 30 aprile devono approvare i Piani economico-finanziari e aggiornare i regolamenti Tari, dovranno tenere conto di queste novità nei documenti da trasmettere ad Arera.
Il bonus rifiuti sarà riconosciuto a nuclei famigliari con reddito Isee inferiore a 9530 euro o inferiore a 20000 euro se con almeno 4 figli a carico. Ma l’erogazione sarà gestita a livello nazionale.
Con un documento inviato ad Arera, l’Anci, associazione Nazionale comuni italiani, esprime la sua grande preoccupazione per l’istituzione della nuova componente perequativa pari a 6 euro/utenza, destinata alla copertura dell’agevolazione sul prelievo sui rifiuti per gli utenti domestici del servizio di gestione dei rifiuti urbani, che si trovano in condizioni economico sociali disagiate.
I dubbi dell’Anci sul nuovo aumento per la Tari
L’Anci, pur ritenendo condivisibile l’obiettivo del Governo e dell’Autorità di assicurare una riduzione generalizzata della tariffa rifiuti a carico di nuclei familiari in condizioni di disagio economico e sociale, ritiene necessario che l’Autorità decida di rinviare l’applicazione del bonus al 2026 definendo le regole nei prossimi mesi e consentendo l’adeguamento entro la fine di quest’anno degli uffici dei Comuni e dei gestori.
Il documento, infine, ribadisce l’assoluta contrarietà all’applicazione delle quote perequative in ragione della TARI fatturata, anziché della Tarieffettivamente riscossa.
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