
Il prossimo 25 novembre si terrà la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Una buona occasione per ricordare a tutte le donne, ma anche agli uomini, che da tempo esiste la possibilità di ottenere, se vittime di particolari reati, un patrocinio gratuito dallo Stato, vale a dire un’assistenza legale gratuita, a prescindere dal proprio reddito.
Lo prevedono alcune norme varate tra il 2009 e il 2013 e lo conferma anche una recente sentenza della Corte di Cassazione, emessa per un caso alto-atesino.
Chi può richiedere il patrocinio legale gratuito?
Non si fa differenza di genere naturalmente: la tutela legale gratuita vale sia per le donne che per gli uomini, ma neanche di reddito.
I reati per cui è possibile ottenere il patrocinio, a prescindere dalle condizioni economiche, sono ben fissati: si parte dai maltrattamenti in famiglia, ma anche nei luoghi di lavoro, alle molestie sessuali, fino alla violenza sessuale, ma anche reati come le mutilazioni genitali, purtroppo ancora molto diffuse, e la riduzione in schiavitù, molto frequente nel mondo della prostituzione.
Naturalmente anche i minorenni hanno questa possibilità, soprattutto nel caso di corruzione e adescamento, prostituzione e pornografia minorile, e naturalmente stupro.
Per il reato di stalking invece la situazione appare un po’ più complessa e non ancora del tutto chiara.
Sull’argomento c’è ancora molta disinformazione e anche la procedura per ottenere l’assistenza legale gratuita presenta alcuni “punti oscuri”.
Per prima cosa: l’assistenza gratis non è automatica, ma parte dopo la presentazione di una denuncia o di una querela, indirizzata al giudice per le indagini preliminari o al tribunale di riferimento.
Insomma, bisogna denunciare e fare valere il proprio diritto di essere affiancati gratuitamente da un legale.
Naturalmente le Forze dell’ordine sono tenute a informare le persone interessate di questo diritto alla tutela legale gratuita ma anche a indirizzare le vittime a centri, come le case per donne maltrattate, che al loro interno hanno praticamente sempre uno o più avvocati specializzati in questo tipo di reati.
Il primo problema però è proprio quello della denuncia. Dal momento che una gran parte di questi reati viene commessa tra le mura domestiche o comunque all’interno di una cerchia di persone conosciute, la vittima spesso preferisce tacere. Insomma è più facile denunciare le molestie o le violenze subite da uno sconosciuto piuttosto che quelle del coniuge, partner, familiare o ex compagno o compagna.
In più: molte persone non denunciano perché hanno paura di dover affrontare, da sole, tutto l’iter che le indagini e il processo implicano e in questo senso la tutela legale gratuita è molto positiva.
Non è solo una questione di soldi.
Altro punto oscuro: nonostante le indicazioni della Cassazione, si sono verificati casi in cui il patrocinio gratuito è stato negato.
Comunque sia, chi si trovi vittima dei reati in questione, ha a sua disposizione “un’arma” e un aiuto in più. La cosa più importante resta però quella di denunciare e rompere il muro di omertà che circonda questo tipo di reati.
Nel testo possono essere presenti contenuti promozionali sponsorizzati
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




