Qualcuno forse leggerà in modo negativo quello che sto per scrivere, ma datemi il tempo di spiegare. Io, lo ammetto, sono un uomo da bar. E’ brutto? Secondo qualcuno sì, ma io non credo.
Mi piace, quando posso, andare al bar a farmi un bell’aperitivo e a far girare l’economia. Una volta amavo bere lo “Sbagliato”, ma gli anni passano, i trigliceridi aumentano e così da qualche tempo ho dovuto passare alla birra media, che è pur sempre un piacere.
Mi piace bere l’aperitivo con qualche buon amico, ma mi piace ancor di più andare al bar con mia moglie, e sapete perché? Perchè ci sediamo a un tavolino e… parliamo.
Sì, parliamo come non si riesce a fare a casa dove, tra computer, faccende, cane, televisore e impegni vari, non si riesce mai a mettersi davvero faccia a faccia a condividere serenamente i pensieri. Io credo che trovare un momento, una o due volte alla settimana, per stare da soli a parlare col proprio partner sia una cosa fondamentale, bellissima.
Potete farlo ovunque, io preferisco il bar perché è un ambiente dove riesco a “staccare la spina”, a liberarmi dai pensieri. Ovviamente non dev’essere un bar qualunque, dev’essere un luogo in cui mi sento un po’ a casa, a mio agio. Non i bar fashion di Milano, per carità, meglio il bar vicino a casa dove sai che nulla ti può turbare e dove puoi lasciare andare i tuoi pensieri, parlando con chi (con molta pazienza) ti sta vicino da una vita ma ha sempre qualcosa di nuovo da raccontarti e qualcosa di bello da farti scoprire.
Piero Uboldi
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