Nel pomeriggio di giovedì scorso stavo girando per la mia città a fare due chiacchiere con qualche amico quando mi sono trovato di fronte a una scena davvero simpatica: lungo i marciapiedi delle strade del centro correvano frotte di bambini, quasi sempre accompagnati da volonterose mamme, tutti mascherati per Halloween.
Entravano nei negozi con l’allegra sfrontatezza tipica dei ragazzini e pronunciavano la fatidica frase: “Dolcetto o scherzetto?”.
Con mia grande sorpresa, ho visto che molti commercianti erano pronti a quella festosa invasione: si erano attrezzati con caramelle, cioccolatini e piccoli regali per non deludere le attese dei bimbi, che poi uscivano tutti contenti, pronti a correre al negozio successivo.
Quella del “Dolcetto o scherzetto” non è una tradizione italiana, è vero, ma, se porta allegria, vivacità e fa crescere lo spirito di collettività, ben venga.
Alla fine bimbi e mamme sono tornati a casa tutti felici, ma io mi sono chiesto: quante di quelle mamme, quando devono fare acquisti, si rivolgono ai negozi della loro città e quante invece preferiscono Amazon perché risparmiano?
Dov’era giovedì scorso Amazon mentre i nostri piccoli negozianti distribuivano allegramente le loro caramelle ai bambini?
Troppo facile fare i miliardi, ammazzare il piccolo commercio, vendere online gli abiti di Halloween per far andare in giro i bimbi in quegli stessi negozi che si stanno uccidendo! Amazon questo forse non lo capirà mai, ma speriamo che lo capiscano le mamme che accompagnavano i bimbi: se i piccoli negozi chiuderanno tutti, le future generazioni a chi andranno a dire “Dolcetto o scherzetto?”?
Piero Uboldi


