L’Italia è un Paese che, a volte, rasenta la follia. Ci sono persone che vanno in fallimento gettando sul lastrico decine di famiglie e poi aprono nuove aziende semplicemente intestandole al figlio, al nonno o allo zio; ci sono persone che truffano liberamente tanto sanno che nessuno le metterà mai in galera. E poi c’è la storia di Marco, un giovane uomo della nostra zona, che si trova sul gobbo una richiesta di condanna a due anni di carcere più una multa da 30mila a 103mila euro per aver… rifatto due gradini del suo giardino. Non è uno scherzo, non è un’esagerazione giornalistica, è la drammatica verità. Marco ha una casa con giardino in un centro storico sotto vincolo paesaggistico dei Beni Culturali. Ha chiamato un muratore per farsi impermeabilizzare un terrazzino e il muratore, vedendo che i due gradini d’accesso erano traballanti e pericolosi, ha pensato bene di demolirli e rifarli. Due gradini, solo due gradini. Una tragedia. Il Comune se ne è accorto e ha denunciato sia Marco che il muratore. Loro hanno subito ripristinato i gradini col materiale vecchio, così il Comune ha ritirato la denuncia. Ma il Pm è andato avanti lo stesso e l’altro giorno ha chiuso le indagini e ha avanzato la richiesta di condanna: 2 anni di carcere e la mega multa. Se sarà condannato, Marco avrà la vita rovinata per due dannati gradini. Ma è ammissibile rovinare una persona onesta per due gradini? Mentre quelli che costruiscono gli eco-mostri sulle spiagge sono in giro tranquilli in Ferrari. No, l’Italia non è un Paese normale, forse non è neppure un Paese giusto.
Piero Uboldi


