Io non sono un esperto di politica internazionale, ma mi piace informarmi e incrociare le notizie. E sul fronte migranti vedo un quadro decisamente preoccupante. Il problema secondo me non è tanto l’afflusso di migranti che continua ad aumentare oggi, soprattutto dai Paesi nordafricani, il problema è che quei Paesi stanno letteralmente andando in rovina e il rischio è che collassino del tutto, inducendo milioni di persone a cercare un destino migliore.
Libia e Tunisia sull’orlo del fallimento, il rischio dell’Egitto
Tutti sappiamo della situazione in Libia, terra ricca ma dilaniata da conflitti che la stanno rovinando; tutti abbiamo imparato a conoscere la situazione della Tunisia, che è sull’orlo del fallimento. Ma la Tunisia, tutto sommato, è un Paese piccolo con i suoi 12 milioni di abitanti. C’è però un Paese enorme, l’Egitto, con ben 110 milioni di abitanti, che è anch’esso a rischio di crollo economico. E se crolla l’Egitto l’afflusso di migranti rischia di diventare una valanga.
L’Egitto già tre volte ha ottenuto prestiti dal Fondo Monetario Internazionale, è indebitato per centinaia di miliardi, soldi che non riuscirà mai a restituire. Il pericolo è che cada in default. La sua sola speranza è la Cina, che potrebbe arrivare a sanare il mega debito, ma a quel punto controllerebbe l’Egitto, il Canale di Suez e un domani tutto il nord Africa.
Insomma, le alternative sono queste: o avere la Cina alle porte di casa, oppure avere un’esplosione dei flussi migratori. Ma non è che l’Occidente in questi decenni ha sbagliato tutto nel gestire le sue ex colonie?
Piero Uboldi


