Molto spesso, girando per le nostre strade e le nostre città, capita di incrociare giovani vestiti in modo assai eccentrico, con i capelli lunghi o i “dread”, con i piercing in parti del corpo quasi impressionanti, per non parlare ovviamente dei tatuaggi…
Alcune persone al primo pensiero giudicano questi ragazzi un po’ come degli emarginati se non addirittura sbandati, qualcuno li etichetta in fretta come “drogati”. Ma non è un approccio troppo superficiale?
A volte questi ragazzi che portano all’estremo talune scelte sono effettivamente emarginati, ma per scelta di vita. In realtà, molto spesso, sono semplicemente persone anticonformiste, fuori dagli schemi, creative. Certo, diverse nel vestirsi e nell’atteggiarsi rispetto a tanti di noi, ma chi l’ha detto che siano “sbagliati”?
Quando andiamo all’estero, scopriamo che tanti stranieri hanno una vera e propria adorazione per l’Italia. Non solo per la nostra storia, la nostra cucina e la nostra architettura, anche per la nostra creatività, la nostra moda, il nostro design, che non hanno pari al mondo.
E allora ripensiamo a quei giovani un po’ fuori dagli schemi che incrociamo per strada: va bene, ci appaiono “strani”, ma in fondo sono i figli di un Paese creativo e unico al mondo; se diamo loro fiducia, possono diventare anche il suo futuro.
Piero Uboldi
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