Magari sto invecchiando, ma spesso mi chiedo come sarà il mondo tra 50 anni, quando io non ci sarò più. Sono preoccupato non solo per il timore di altre guerre, ma anche perché, parlando con chi lavora con i bambini, mi sorgono grosse perplessità. E vi spiego perché.
Pensate alla vostra infanzia e agli amici di allora: c‘erano quelli portati per lo studio, ma c‘erano anche quelli a cui studiare non interessava molto; non erano stupidi, erano pratici, se non studiavano, imparavano un lavoro manuale.
I bambini di oggi che non sanno allacciarsi le scarpe
Adesso guardiamo i bambini di oggi. I genitori sono fieri quando il loro tesorino già a 3 o 4 anni sa usare il telefonino. Non gli importa se non parla, basta che riesca fare click. Poi andiamo in età da elementari: se guardate bene, tantissimi bambini non riescono a tenere in mano la penna in modo coretto. Ormai tanti non imparano neanche il corsivo. Non c´e bisogno… Arrivano a 10 anni che alcuni (li ho visti io) non sanno neppure farsi il classico nodo alle scarpe.
Il vero problema è che sta scomparendo la praticità: i bambini di oggi preferiscono stare a casa da soli a sparare a finti nemici nei videogiochi piuttosto che giocare insieme ad amici veri come si faceva una volta, senza videogiochi ma con la creatività, senza Whatsapp per darsi appuntamento: chi era in giro, era in giro.
Bisogna tornare a sviluppare la motricità fine e l’abilità manuale.
Piero Uboldi
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