Settimana scorsa abbiamo pubblicato una “intervista al ladro” in cui un ex topo d’appartamenti ci raccontava come difendere le nostre case da visite indesiderate. Durante il colloquio, ci ha raccontato anche di come i ricettatori rom fanno girare senza alcun problema decine di migliaia di euro in contanti. Se, per esempio, devono acquistare un’auto costosissima (e quanti rom si vedono in giro su auto da sogno!), lo fanno senza alcun problema in contanti: la comprano usata di qualche mese e la intestano… a un prestanome. Ma vi rendete conto? Noi viviamo in una società in cui non possiamo spendere contanti, in cui siamo controllati su tutto, in cui se acquistate un monolocale al mare vi arriva un controllo dell’Agenzia delle Entrate manco foste Totò Riina. E loro invece possono ancora usare i prestanome! Ma lo capite? A noi l’Agenzia delle Entrate viene a chiedere spiegazioni se paghiamo il viaggio di nozze di nostro figlio, l’Agenzia delle Entrate multa per 66mila euro i ragazzi che a Saronno organizzavano la bellissima “Festoria” (leggete a pagina 13) e questi delinquenti se la ridono alle nostre spalle con i prestanome, che peraltro sarebbe facilissimo individuare e punire.
Ciò è possibile perchè la legge è inefficace, prevede solo 500 euro di multa al prestanome (che è sempre un nullatenente) e la confisca della singola auto. Invece dovrebbe prevedere il carcere per questo truffatore e l’immediata demolizione di tutte (tutte) le migliaia di auto a lui intestate. Ma così si darebbe davvero fastidio ai delinquenti e forse qualcuno non vuole.
Piero Uboldi
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