Settimana scorsa, su questa stessa pagina, abbiamo espresso un forte No all’idea che lo Stato assuma altre 100mila persone prima di aver lasciato a casa 100mila “dipendenti pubblici inutili”: è vero, la scuola ha bisogno di nuove assunzioni, ma prima vogliamo una prova di serietà dallo Stato, perché ne abbiamo le tasche piene di pagare stipendi senza avere garanzie che la gente, poi, lavori davvero. E’ bene, dunque, spiegare cosa intendiamo quando parliamo di “dipendenti pubblici inutili”. Lo facciamo svelandovi alcune cifre secondo noi raccapriccianti. In Piemonte, regione ampia e piena di foreste e boschi, lavorano (dati del 2013) 406 guardie forestali. In Sicilia, invece, lavorano 28.000 forestali. A Pioppo, frazione di Monreale, su duemila abitanti ci sono ben 383 forestali (Fonte “Il fatto quotidiano”, 21 maggio 2013), quasi tutti dipendenti della Regione. Così come sono dipendenti regionali gli oltre 10mila operai della Calabria che, stando al sito Libero.it, sono destinati alla cura delle foreste. Sono tutti così fondamentali? Non prendeteci in giro!
Per non parlare dei dipendenti comunali di Locri, 125 persone per 12mila abitanti: il sindaco, disperato per l’assenteismo (in media ha al lavoro ogni giorno 25-30 dipendenti su 125), ha scritto addirittura a Gesù Cristo per chiedergli un miracolo. Quegli assenteisti sono tutti davvero malati? C’è l’ebola o la peste a Locri? Non andrebbero licenziati molti di loro e i medici che gli firmano i certificati? Perché l’Italia non dimostra, almeno una volta, di essere uno Stato serio, che premia i dipendenti pubblici corretti e onesti?
Piero Uboldi
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