In Italia il matrimonio delle coppie omosessuali è ammesso. Non lo sapevate? Ebbene sì, è ammesso dall’altroieri, mercoledì 9 aprile: da quel giorno c’è la prima coppia omosessuale regolarmente sposata e iscritta all’anagrafe di un comune italiano, il comune di Grosseto. Qualcuno forse resterà stupito: “Ma come – vi chiederete – non abbiamo visto nei telegiornali dibattiti in Parlamento, barricate politiche e immensi cortei di protesta nelle strade, come avvenuto di recente a Parigi. Com’è possibile che una simile decisione sia passata così in silenzio?”. E’ proprio questo il punto, cari lettori: a stabilire che il matrimonio omosessuale (celebrato a New York) sia valido per l’Italia non è stato il Parlamento, ma è stato un giudice.
Noi rispettiamo i sentimenti degli omosessuali e non ci interessa dire qui se sia giusto o no che le coppie “gay” possano sposarsi; a noi interessa invece farvi notare che, ormai, in Italia su molte materie comandano i giudici, non il Parlamento eletto dai cittadini. Il Parlamento mai ha votato in Italia una legge secondo cui una coppia possa risultare regolarmente sposata se appartiene allo stesso sesso, ma adesso un giudice ha stabilito così. E questo è solo uno dei mille esempi: il Parlamento non fa una legge, ma arriva un giudice che, in base a un’interpretazione che troppo spesso pare soggettiva, emette una sentenza che fa giurisprudenza e decide per 57 milioni di persone.
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