Tutti inneggiano alla libertà di espressione, di pensiero, di opinione che resta, per ora, la maggiore conquista del cosiddetto “Occidente”. Poi però bisogna anche farci i conti e non è sempre né bello né facile. Facebook è uno strumento potentissimo che consente a chiunque di esprimere un’opinione su una piazza virtuale che raggiunge molte più persone di quanto ha consentito (e consente ancora oggi) di fare il celeberrimo “Speaker’s corner” di Hyde Park a Londra. In questa settimana, il social network più diffuso ed utilizzato si è animato, tra le tante, anche della polemica intorno alle opinioni sui vaccini di un sindaco del nostro territorio, Lorenzo Guzzetti, di Uboldo. Non entriamo nel merito, osserviamo che la piazza virtuale ha partorito insieme a riflessioni aberranti anche insulti pesanti e persino minacce. Poi, l’entità misteriosa che guida Facebook, siccome, per dirla con Orwell, “tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale di altri”, ha tolto la parola per tre giorni al sindaco, reo di avere postato contenuti “che non rispettano i nostri standard”. Lasciando però attivi coloro che lo hanno pesantemente insultato e persino minacciato. La libertà è una cosa preziosissima, ma forse non tutti hanno gli strumenti adatti per maneggiarla. Gabriele Bassani
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