In Italia cresce l’occupazione ma non crescono ricchezza e potere d’acquisto. Questo può sembrare un controsenso, ma non lo è, perché nel nostro Paese cresce soprattutto una occupazione non produttiva, mentre la produzione industriale continua a calare.
Oggi serve invece che si riprenda l’industria, perché è l’industria molto più che il turismo a portare ricchezza. Ad affossare la nostra industria è stata in buona parte l’Unione Europea che con le sue regole ha di fatto bloccato l’industria principe, ossia quella dell’auto e tutto il suo immenso indotto: si è bloccata la Germania e di conseguenza anche l’Italia.
Adesso è l’Europa stessa, colpevole di aver capito troppo tardi il problema, a dire di voler far ripartire l’industria, ma pensa di farlo attraverso il riarmo. Certo, non c’è dubbio che in Paesi come la Germania e l’Italia, che di armi ne producono molte, l’industria trarrebbe molto beneficio dal riarmo, ma è assurdo dover arrivare a questo quando si è sbagliato prima.
E’ vero che occorre aiutare l’industria, perchè chi dice di usare quei fondi per la sanità e la cultura forse non capisce che oggi il problema è far ripartire l’economia reale prima che la nostra industria venga annientata dalle potenze emergenti, ma è un processo lungo e difficile, partiamo in ritardo e soprattutto partire puntando sulla produzione di armi lascia perplessi.
Piero Uboldi


