Seguitemi bene, perché il concetto è complicato. Il governo afgano ha annunciato che tornerà a lapidare in piazza le donne colpevoli di adulterio. Lo ha annunciato e siamo certi che lo farà. E’ un comportamento disumano, aberrante, non c’è dubbio.
Ma siamo sicuri che risulterà disumano anche fra cinquant’anni? Cercate di capire: in base a che cosa noi diciamo che lapidare una adultera, torturare un nemico o incarcerare un gay è disumano? Chi decide che cosa è disumano e che cosa no?
Noi diciamo giustamente che è disumano poiché il nostro parametro è la cultura occidentale, quella cultura dell’Occidente che alcuni disprezzano e infangano, ma che secondo me è la più sviluppata, la più democratica e la più umana.
Oggi è anche la cultura dominante, quella in base a cui ognuno di noi può stabilire che cosa sia democratico e che cosa no, che cosa sia umano e che cosa disumano. Ma la mia impressione è che questa cultura occidentale stia sempre più perdendo colpi, perché l’Occidente si sta indebolendo: ci sono altre culture che la stanno lentamente sgretolando. Perciò in futuro i parametri in base ai quali si deciderà che cosa è umano e che cosa no potrebbero cambiare.
Quindi è più che legittima la domanda: fra cinquant’anni quale sarà la cultura dominante? Fra cinquant’anni lapidare una donna in piazza sarà ancora considerato disumano? O forse viveremo in un mondo diverso, che è meglio non immaginare?
Piero Uboldi


