Io amo vivere nell’hinterland perché nel nostro piccolo mondo si può trovare davvero di tutto. Si conosce gente di ogni genere, dall’uomo che ha condotto la prima sonda ad atterrare su una cometa al disperato che ti chiede in eterno una moneta per bersi il caffè. Conosco avvocati, ultràs, docenti universitari, alcolizzati, imprenditori, ma anche ladri e spacciatori, perché nell’hinterland si impara a stare al mondo e a convivere con ogni genere di umanità.
L’altro giorno mi telefona una signora, lettrice del Notiziario, per raccontarmi dell’amicizia epistolare tra Carlo porta e Ugo Foscolo poi, subito dopo quella bella telefonata, mi metto al computer e mi cade l’occhio su un post in cui un cittadino è infuriato per gli assemblamenti che avvengono in piazza. Assemblamenti? Eh sì, ha scritto proprio così, confondendo gli assemblamenti con gli assembramenti, che sono due cose decisamente diverse. Ma ci sta, va bene! Non soffermiamoci su questi dettagli, nell’hinterland non sono tutti scienziati, ma c’è tantissima gente di buona volontà.
Nell’hinterland non c’è quell’individualismo che possiamo trovare a Milano, qui da noi c’è un tessuto di volontariato che è fenomenale, c’è solidarietà vera. Certo, ci sono tanti problemi, ma sappiamo conviverci e darci una mano. Mai andrei a vivere a Milano o i Svizzera, sto bene qui, è il mio mondo e lo amo davvero.
Piero Uboldi
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