A volte mi viene da pensare a quanto sia provinciale la nostra informazione nazionale, soprattutto quella televisiva: ci sono notizie estere di indubbia rilevanza che da noi i telegiornali ignorano completamente. Si parla ogni giorno di governo, di politica, di cronaca italiana e si va all’estero solo per parlare delle due drammatiche guerre e di Trump.
Sette giorni fa ho saputo che stava per accadere un evento catastrofico: sul centro ed est Europa stava per arrivare il ciclone Boris, il più forte mai visto da quando esiste la meteorologia. Pensate che milioni di persone in diversi Paesi avevano ricevuto l’ordine dai loro governi di preparare una valigia per essere pronti all’evacuazione. E così è stato, purtroppo, anzi, il ciclone è stato ancor peggiore: ha piovuto per giorni senza tregua e in alcune zone è caduto addirittura mezzo metro d’acqua.
E’ stata una catastrofe senza precedenti in Europa: morti in Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Romania, case demolite, scuole che non esistono più, ospedali allagati, aziende distrutte, allevamenti sterminati, per non parlare delle strade e dei campi coltivati…
Un danno molto maggiore di un terremoto perché ha colpito un’area immensa. E i nostri Tg che fanno? Il Tg1 serale quando la catastrofe era in piena forza non le ha dedicato neppure un minuto, il Tg5 un breve servizio verso la fine. Già, perché noi dovevamo parlare della Boccia. Finchè Boris, ormai depotenziato, è arrivato sull’Emilia Romagna. Allora abbiamo aperto gli occhi.
Piero Uboldi
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