Vito Molinari (insieme a Mario Landi e ad Antonello Falqui) fa parte dei tre registi televisivi più importanti della storia televisiva italiana. Vito Molinari, rispetto agli altri due, ha anche il merito di avere proprio inaugurato, con la sua regia, la televisione in Italia, in quei primi giorni del gennaio
’54. Abbiamo letto il suo libro, “La mia RAI” pubblicato dalle edizioni Gammarò di Sestri Levante. Un libro completo, dove si compie un lungo viaggio attraverso i decenni, attraverso mode, costumi e personaggi diversi. Chi scrive, ha avuto modo di conoscere Vito Molinari di persona attraverso decine e decine di trasmissioni che venivano registrate (un giorno o due giorni prima) negli studi F2 e F3 del mitico Teatro alla Fiera di Milano.
La storia della grande Rai degli anni ’50 e ’60
Ora, questi studi, a cui dobbiamo eccellenti ricordi al tempo della nostra gioventù negli anni ’60 e ‘70, non esistono più, in quanto “sacrificati” alla costruzione del quartiere City Life, che ha letteralmente cancellato la “storica” Fiera Campionaria di Milano, in cui, questi studi televisivi erano localizzati. Grande era la RAI (o meglio le trasmissioni televisive della RAI) negli anni ’50 e ‘60. Diciamo che la RAI è stata grande fino ai primi anni ’70 (nel ’76 c’è stata la famosa riforma che ha rivoluzionato tutto) poi, il lento tramonto.
All’epoca era tra le prime cinque televisioni a livello mondiale. Qualcuno dà la colpa alla nascita delle tv private (o libere) come si diceva nei primi tempi. Tuttavia, la RAI dal ’76 in avanti (tranne programmi che possono rappresentare l’eccezione, tipo quelli di Angela o pochi sceneggiati) ha avuto una grande discesa verso il basso, uniformandosi sempre più al basso livello delle private (Mediaset compresa) .
Da quella data abbiamo programmi ben studiati a tavolino fatti passare per veri (un esempio tra i tanti, ma veramente tanti: “Carramba che sorpresa” con la “povera” Carrà a presentare). Ma questo poco ci interessa. Ci interessa, invece, la grande arte e la grande difficoltà che i registi, in primis, ripetiamo, Vito Molinari, a realizzare programmi con una tecnologia che nulla aveva a che vedere con quella di oggi. Basta dire che c’era un solo canale e, chiaramente, in bianco e nero. E tutto era da inventare.
Vito Molinari grande autore di programmi televisivi Rai
Eppure grazie a tantissime difficoltà, Vito Molinari si è raffinato ed ha creato grandi programmi che, ancor oggi, si ricordano. Non era facile fare i programmi allora: c’era una censura fortissima, certe parole, ed erano parecchie, non si potevano usare e guai a fare illusioni, anche velate, al politico di turno. Tutto il suo lavoro (basta leggere il libro per conoscere le segrete cose di un mondo che, dietro le pailettes, era ben diverso) però è rimasto. Basta rivedere RaiPlay e si torna indietro nel tempo. E’ rimasto negli show che, chi ha una certa età, ricorda: Vito Molinari ha fatto la regia di oltre 2.000 trasmissioni, un numero enorme.
A questi va aggiunta anche la regia per una sessantina di operette. Per chi ama la musica leggera ricordiamo che ha diretto più 300 filmati per il cinebox. Di Carosello, la famosa trasmissione che è durata esattamente vent’anni (dal ’57 al ’77) ha diretto oltre 500 filmati. Che altro dire di un genio della regia televisiva (che a volte ha dovuto combattere contro le bizzarrie e le follie degli attori)?. Consigliamo veramente, a chi ama il mondo dello spettacolo, questo libro.
Un libro di ricordi di un uomo che, ora novantenne ma molto in gamba, trascorre le sue giornate davanti al mare, in quel di Sestri Levante, lontano, molto lontano, dalla pattumiera televisiva odierna.
Enrico Borroni
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