Dall’assemblea di Avis Lombardia emergono due dati contrastanti: l’allineamento con i dati precedenti in quanto a numeri di nuove donazioni, ma anche il calo delle stesse donazioni di sangue.
Avis Lombardia: stessi iscritti, ma donazioni in calo
Nell’assemblea di Avis Lombardia, al centro congressi Giovanni XXIII di Bergamo, due i dati di riferimento: le nuove iscrizioni restano costanti (21.683 nel 2021 e 21.584 l’anno successivo), ma anche il calo dell’1,2% delle donazioni di sangue, che tra il 2021 e il 2022 sono passate da 472.022 a 466.346.
La lettura dei dati è fatta dal presidente di Avis Lombardia, Oscar Bianchi: “Servono programmazione e pianificazione. Il calo, anche a fronte dell’aumento dei donatori, è sintomo del continuo ‘stop and go’ di limiti alle donazioni dagli ospedali, dovuto alla carenza di personale sanitario. In altre parole: questa diminuzione delle donazioni è la diretta conseguenza di una mancata programmazione e pianificazione. Non mi stancherò di ribadire che il sistema sangue non è emergenza urgenza, ma un patrimonio da tutelare e sul quale investire”.
La donazione al servizio del malato
“Aprirsi al mondo esterno”, spiega ancora Bianchi, “vuol dire favorire il ricambio generazionale. Individuare nuovi strumenti, sviluppare accordi e convenzioni, proporre un’associazione coesa: su queste direttrici si è indirizzata e continuerà ad adoperarsi Avis Lombardia. Svolgendo un ruolo di rappresentanza delle istanze associative nei confronti delle istituzioni, promuovendo progetti innovativi e individuando soluzioni tecnologiche. Sempre con la finalità ultima di tutelare la centralità della donazione al servizio del malato”.
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