Mai iniziati i lavori per la ristrutturazione dell’immobile destinato all’housing sociale: il Comune di Cusano Milanino ci ripensa e il progetto non è più una necessità.
Housing sociale a Cusano, il Comune ci ripensa
L’immobile comunale di via Seveso 10 a Cusano Milanino doveva essere destinato all’housing sociale, ma il proposito non si è concretizzato. La questione era stata sollevata in consiglio comunale all’opposizione (Pd, Fare di più, Cusano Milanino solidale e ambientalista) per via della mancata ristrutturazione dell’edificio, che è stato donato al Comune dalle proprietarie.
Nella circostanza era stata data dal sindaco Valeria Lesma una risposta provvisoria a cui è ora seguita, come promesso, quella definitiva e scritta. La certezza al momento è che “allo stato non vi sono previsioni in merito”.
Il progetto di housing sociale non è più una priorità
La situazione è rimasta cristallizzata al marzo 2022 quando l’impresa appaltatrice si è chiamata fuori dal vincolo contrattuale e in municipio hanno accettato. Dalla risposta emerge che il settore servizi alla persona aveva individuato come possibile utenza gli adulti soli in difficoltà per via delle caratteristiche dell’immobile e delle potenzialità della struttura.
Ma poi non era stato definito con precisione se l’opportunità fosse da rivolgere a un target maschile, femminile o misto. Al momento, secondo le progettualità in carico al servizio, non vi sono persone in attesa di inserimento in servizi di questo tipo: un’unica cittadina è al momento inserita in un percorso di housing sociale, reperito sul territorio di Garbagnate Milanese. Il progetto in conclusione non è più una necessità. Ma l’opposizione ha da ridire.
“L’esigenza -spiega Mario Zanco (Pd)- c’è e come. Basta chiedere alla Caritas che paga gli affitti mediamente a 3-4 nuclei familiari. L’incombenza spetterebbe ai servizi sociali. L’ente dovrebbe esserne a conoscenza e non è escluso che esso stesso a volte indirizzi a Caritas queste famiglie. La ditta aggiudicataria ha rinunciato, dopo 4 anni d’attesa, per via della mancata consegna dei lavori e il progetto è stato abbandonato”.
Domenico Vadalà
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