Contanti, orologi di pregio, quasi un chilo di gioielli in oro, strumenti per la pesatura dei metalli preziosi, dispositivi elettronici e quattro autovetture di alto valore commerciale. È quanto hanno trovato gli agenti della Squadra Mobile di Milano durante le perquisizioni domiciliari scattate all’alba di oggi 30 dicembre nell’hinterland milanese, al termine di una lunga indagine coordinata dalla Procura della Repubblica.
Il bilancio dell’operazione è di tre persone finite in carcere e una sottoposta agli arresti domiciliari. Si tratta di due cittadini albanesi di 36 e 52 anni, di un peruviano di 60 anni e di un italiano di 58, tutti residenti a Milano. I quattro sono indagati, a vario titolo e in concorso, per ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio.
Secondo gli investigatori, sarebbero stati il punto di riferimento per gli autori dei furti in abitazione: la refurtiva, composta soprattutto da gioielli, pietre preziose e orologi di grande valore, veniva ceduta a loro e successivamente reimmessa sul mercato, sia in Italia sia all’estero. Un sistema rodato, emerso dopo sei mesi di indagini fatte di osservazioni, pedinamenti e attività tecniche.
L’operazione si inserisce in un filone investigativo più ampio che, nei mesi scorsi, aveva già portato all’arresto di cinque cittadini albanesi responsabili di numerosi furti tra Milano e le province limitrofe, con recupero di refurtiva per circa un milione di euro. L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari.
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