Il Comune di Uboldo è stato condannato a risarcire il proprietario della villetta di via Risorgimento utilizzata per anni come caserma dei carabinieri, prima che fosse dismessa per trasferire l’Arma in via 4 Novembre. A Bruno Testi, come stabilito dal Tribunale di Busto Arsizio, dovranno essere versate tutte le somme non corrisposte a seguito della locazione dell’immobile: dalla cessazione del contratto, da quando non gli era stato più pagato l’affitto, fino alla restituzione dell’immobile, oltre alle spese legali, per un importo complessivo di circa 65mila euro.
Nella seduta del consiglio comunale di questa sera, 15 febbraio, sarà approvato il debito fuori bilancio per versare il dovuto, come da sentenza esecutiva, a prescindere che venga presentato ricorso in appello (non ancora certo).
Servirebbe una compartecipazione statale? La sentenza dice no
I canoni di affitto non vengono versati dall’ottobre 2019, “quando il Comune ha ritenuto di non dover più pagare il canone (nonostante la persistente detenzione dell’immobile), sulla base di una normativa pubblicistica (in materia di spesa pubblica e bilancio) – spiega l’avvocato Elena Leoni – Tale norma, secondo il Comune, obbligava il Ministero dell’Interno a corrispondere il canone o, quanto meno, a versare un contributo per il canone”. Insomma, la nuova posizione era che dovesse esserci una qualche compartecipazione statale perché si trattava di una struttura di pubblica sicurezza, così da non far gravare la spesa sulle casse municipali. Ebbene il Tribunale ha infatti sentenziato che le norme pubblicistiche non possono assolutamente comprimere il diritto del privato, che deriva, invece, da un contratto di natura privatistica.
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