Arese, finirà alla Corte costituzionale la multa (per guida senza patente) da 31mila euro?
La multa di 31.543 euro, di cui “Il Notiziario” aveva parlato l’aprile scorso, a un motociclista che guidava senza patente potrebbe finire davanti alla Corte costituzionale. Lo deciderà il 10 febbraio prossimo il giudice di pace di Rho quando dovrà pronunciarsi sul ricorso.
Il legale del motociclista, oltre a contestare in via preliminare la multa, ritenuta infondata in diritto, chiede appunto in via pregiudiziale di rimettere gli atti alla Corte costituzionale per il dubbio di legittimità costituzionale, poiché “l’art. 6 del decreto legislativo 150/2011 non ha previsto l’esclusiva competenza del Giudice di Pace in tema di violazioni del Codice della Strada”.
Non è tutto. Nel merito e in via principale chiede di “annullare l’ingiunzione di pagamento” essendo stata emessa “senza la previa emissione di un ordinanza-ingiunzione”, nonché per “l’errata e/o iniqua quantificazione dell’importo e per la mancata indicazione “quale tra i condebitori solidali sia sottoposto a esecuzione coattiva”. Infine a “condannare l’amministrazione a rifondere le spese sostenute per il giudizio” e in via subordinata e residuale ad “applicare la sanzione nella misura corrispondente al minimo edittale, escludendo qualsivoglia maggiorazione”.
Guida senza patente, il caso di Arese potrebbe andare alla Corte Costituzionale
Il Comune ribadisce che il 30 gennaio 2018 il centauro, in sella al motoveicolo, era stato fermato da una pattuglia della polizia locale risultando sprovvisto di patente, che peraltro non l’aveva mai conseguita. E per la violazione gli era stata elevata una multa da 5.000 euro (misura ridotta se pagata entro 60 giorni) sino a un massimo di 30.000 euro, oltre alla sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi con affidamento dello stesso in custodia.
Il verbale – aggiunge – veniva notificato sia al conducente che al proprietario del motoveicolo, ora ricorrente, in quanto presente al momento della contestazione dell’infrazione, e firmatario degli atti in qualità di obbligato in solido della violazione contestata. Ma la multa non è stata pagata e neppure, secondo il Comune, impugnata davanti all’autorità giudiziaria. Risultato? Il verbale è divenuto esecutivo e trasmesso a Ge.Se.M., che si occupa della materia, per l’avvio della riscossione coattiva. A questo punto la controparte si è opposta e la controversia è approdata per l’appunto davanti al giudice di pace per il verdetto. Come andrà a finire?
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