Arese, guidava la moto senza patente: la multa lievita a ben 30mila euro
Guidare senza patente un motoveicolo è un rischio che costa un occhio della testa. Proprio quello che è capitato a un centauro, che, incappato nei controlli dalla polizia locale, si è ritrovato con una multa di ben 30.000 euro non avendo pagato l’importo minimo (5.000 euro) entro 60 giorni dall’elevazione del verbale.
Arese, in moto senza patente: multa salatissima
Una sanzione più che salata, che il malcapitato spera che il Tribunale civile di Milano, a cui si è rivolto, l’annulli per intervenuta prescrizione. La comparizione davanti al giudice per il verdetto è già stata fissata per il prossimo 18 luglio. I fatti. Il 26 settembre 2018 gli agenti aresini nel corso di un servizio di polizia stradale hanno intercettato un motociclista che guidava senza aver conseguito la patente di guida prescritta. La conseguenza è stata l’irrogazione dell’onerosa sanzione amministrativa. L’interessato né pagava né impugnava la multa avanti all’autorità giudiziaria.
Intanto, il 13 dicembre 2023, la polizia locale trasferiva a Gesem, la società comunale partecipata, il verbale, divenuto a tutti gli effetti titolo esecutivo, per l’avvio della procedura di riscossione coattiva. Gesem il successivo 22 dicembre ingiungeva al centauro il pagamento della contravvenzione per l’importo di 30.057 euro in applicazione delle maggiorazioni e spese di notifica e di procedura.
Il motociclista a questo punto ha contestato l’atto sostenendo nel ricorso che nel frattempo era subentrata la prescrizione sulla base dell’ex articolo 209 del Codice della Strada e di conseguenza il Comune era decaduto del diritto di riscuotere coattivamente il credito. Ma in municipio, non essendo dello stesso avviso, hanno dato mandato per 6.667,59 euro all’avvocato Marco Sarteschi per resistere alle pretese della controparte. Infatti trovano fra l’altro che l’atto di citazione sarebbe dovuto essere indirizzato anche a Gesem, che per conto del Comune aveva emanato l’ingiunzione di pagamento, e non soltanto all’ente quale legittimato passivo. Toccherà al giudice stabilire torti e ragioni.
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