Arese, Luciano ed Elena al Rally Dakar.
Dal 3 al 17 gennaio si è tenuta la 47esima edizione della Rally Dakar nota un tempo come la Parigi- Dakar, una delle più famose e affascinanti corse per auto, moto e perfino camion. A questa edizione hanno partecipato anche gli aresini Luciano Montorfano ed Elena Borroni, che alla guida della loro Nissan Terrano sono riusciti a concludere questa gara composta da 12 tappe davvero ardue. E riuscire a concludere la Rally Dakar è già un enorme successo.
Arese, Luciano ed Elena al Rally Dakar. Il racconto
Domenica i due aresini sono rientrati ad Arese, così ci siamo fatti raccontare da Luciano come è andata. “La Dakar è una girandola di emozioni, di sveglie all’alba, di tappe infinite e massacranti, di stanchezza fisica, di illusioni e frustrazioni, una centrifuga che dà e toglie quando meno te lo aspetti. Sono passati una quarantina d’anni dal momento in cui mi sono innamorato di questa gara, vissuta da bambino con i modellini delle mitiche Mitsubishi, Toyota, Nissan e Mercedes.
Quindici giorni fa il sogno si è realizzato e mi sono trovato su quel palco di partenza, che per anni ho visto in Tv, dove d’improvviso ti senti vulnerabile”. La coppia ha creato anche un gruppo su Telegram in cui giorno per giorno aggiornava sui risultati facendo sentire vicini i tanti amici e sostenitori. La vera vittoria della Rally Dakar è riuscire ad arrivare in fondo alla 12esima e ultima tappa dove ad accogliere i partecipanti c’è un palco e moltissima gente.
“Vorrei fare dei ringraziamenti, prima di tutto ad Elena, io non so come fa, ma ha questo dono nel portarmi ovunque con una precisione incredibile. Grazie a tutti gli sponsor che ci hanno dato una grandissima mano, tifato e sostenuto ogni minuto. Senza di loro non sarei qui a raccontare. Grazie a tutti gli amici, alla mia famiglia, i miei figli, alla mitica scuderia Santambroeus, che ci ha seguito, incoraggiato e spronato nei momenti complicati, e i meccanici di Tecnosport. Grazie a Mattia, che ha gestito da casa tutte le informazioni sul nostro gruppo Telegram e ci ha aiutato quando avevamo bisogno sul campo”.
Manuela Miceli
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