Bollate, mancano religiosi: chiude la parrocchia di Castellazzo.
La notizia è giunta come un vero e proprio fulmine a ciel sereno e qualche parrocchiano si è addirittura messo a piangere e non ha dormito tutta la notte per il dispiacere: a Castellazzo la comunità dei padri betharramiti, che da 50 anni esatti gestiva la parrocchia di San Guglielmo, a fine giugno lascerà per sempre la frazione bollatese. L’unico sacerdote attualmente in servizio a Castellazzo, padre Tarcisio, sarà destinato a un’altra struttura gestita dall’ordine. La bellissima chiesa di San Guglielmo, che di recente ha visto ristrutturato il suo campanile, rischia di diventare una chiesa semi-chiusa: probabilmente sarà utilizzata solo per celebrare un paio di messe alla settimana, forse si continueranno a fare i matrimoni (era la chiesa bollatese più amata per queste cerimonie), ma null’altro. Già da questa settimana è scattato lo stop ai battesimi.
La notizia si era sparsa nella frazione qualche giorno prima del weekend, poi domenica è stato il prevosto don Alessandro a venire a Castellazzo, insieme a padre Enrico Frigerio, provinciale dei padri betharramiti, per incontrare prima della funzione domenicale i parrocchiani e spiegare il motivo di tale decisione. La motivazione è sempre la stessa: la carenza di preti.
I padri betharramiti in particolare sono un ordine che ha ben pochi religiosi nella nostra zona: sono una trentina in tutto, di cui 18 molto anziani e non più in grado di gestire una comunità. I pochi ancora in grado (tra cui padre Tarcisio) devono perciò andare a svolgere il loro servizio nelle comunità più importanti. E Castellazzo non è una di esse, purtroppo. All’incontro è intervenuta anche una rappresentante della Villa, che ha spiegato come vi siano progetti in corso per ridare vita all’antico borgo, che tornerà a popolarsi. Ma la decisione, ha fatto capire don Alessandro, è ormai stata presa dall’ordine betharramita.
Bollate, chiude la parrocchia di Castellazzo. Cosa ne sarà dell’oratorio?
Ciò che resta da capire è il futuro dell’oratorio: chiuderà? Sarà dato in mano ai volontari? Il prevosto ha detto che c’è in itinere un progetto per la continuità della vita parrocchiale a Castellazzo e si farà un incontro prossimamente. Vedremo cosa sortirà. Così Castellazzo, dopo aver perso il secolo scorso le fornaci, dopo aver perso la stazione dei treni, ora perde anche il suo più importante punto di riferimento: la parrocchia. Che tra l’altro proprio negli anni scorsi aveva avviato una grande raccolta fondi per permettere il restauro del campanile e della casa parrocchiale. I debiti non sono ancora tutti pagati, ma purtroppo quell’esemplare sforzo è divenuto vano.
Piero Uboldi



