Bollate, Radio24 racconta la storia di Sara Calzavacca.
Venerdì gennaio 31 Matteo Caccia, giornalista di Radio24 , durante la trasmissione “Matteo Caccia racconta” ha raccontato la storia della bollatese Sara Calzavacca intitolando la puntata “Una cosa buona”.
Attraverso le pagine del nostro giornale abbiamo parlato diverse volte della storia di Sara; qualche anno fa le diagnosticarono un linfoma di Hodgkin. Attraverso i social ha condiviso sempre la sua storia scrivendo anche un libro dal titolo “Il vizio dell’infelicità – La storia del linfoma che provò a farmi fuori” edito da Bookabook, trasformando la sua esperienza in un messaggio di speranza per gli altri. Grazie alla ricerca e ad un donatore compatibile al 100% , Sara ha sconfitto il terribile male che l’aveva colpita; un percorso lungo e non facile, proprio durante i mesi di pandemia, con gli ospedali al collasso e tanta paura che il suo corpo, fragile e delicato, potesse contrarre il Covid.
Sara Calzavacca, la sua storia a Radio 24
“Sono grata al mio donatore di midollo osseo, celebro ogni giorno l’opportunità che mi è stata data – racconta Sara durante la trasmissione radiofonica che l’ha vista protagonista – a novembre mi sono iscritta alla facoltà di Psicologia, desidero diventare la persona che volevo incontrare nell’inferno della malattia. Quando si ha il cancro ci si sente soli, chi sopravvive è riconoscente alla vita e non alla malattia”.
La puntata della trasmissione radiofonica “Matteo Caccia Racconta” ha narrato in breve il percorso di Sara soffermandosi in modo particolare sullo scambio di lettere avvenuto tra Sara e il donatore “anonimo”, missive fatte recapitare tramite gli ospedali sempre in forma anonima; il donatore può scegliere se leggerle o meno e all’interno delle lettere non si possono lasciare dati personali.
Vi riportiamo alcuni stralci della poesia scritta da Sara al suo donatore e l’inattesa risposta ricevuta dopo pochi giorni. “Mi chiedevo chi fossi, se bevessi caffè, se far tardi coi Griffin piacesse anche a te. Era inizio di ottobre quando ti sei tuffato, una goccia alla volta nel mio corpo svuotato… Cosa ti avrà mai spinto a donarmi te stesso? Hai deciso d’istinto? Lo faresti anche adesso? Certi giorni ti penso e realizzo stupita, che, pur non conoscendomi, mi hai salvato la vita… Chiudi gli occhi un secondo, senti questo bel suono? Hai donato al mio mondo l’alba di un giorno nuovo”.
La poesia di Sara Calzavacca per il suo donatore di midollo osseo
E ora uno stralcio della risposta del donatore: “Mi chiedi se lo rifarei? Sempre! E perché l’ho fatto? Per pareggiare i conti con la buona sorte, perché sono convinto che la vita chiede quello che dà! Mia figlia era ancora troppo piccola quando le diagnosticarono la leucemia linfoblastica acuta e così, come degli angeli vestiti di bianco la guarirono, la tua chiamata mi ha dato la possibilità di essere concretamente utile, di sdebitarmi. Sarebbe piaciuto anche a me vedere il tuo mondo, ma lo hai spiegato così bene nella tua lettera che mi accontento di guardalo attraverso i tuoi occhi – e conclude dicendo – Non abbiamo un volto, non abbiamo un nome, ma alla fine cosa importa, abbiamo la felicità”.
Noi conosciamo molto bene Sara e sappiamo quanto sia importante per lei continuare a parlare dell’importanza di iscriversi nel registro dei donatori di midollo osseo. Farlo è davvero molto semplice, per essere ammessi al registro occorre avere tra i 18 e i 35 anni, avere un peso corporeo di almeno 50 kg e non soffrire di una patologia escludente. Per qualsiasi informazione consultate il sito dell’Admo.
Sara attraverso la sua pagina Instagram dà voce a chi sta passando o ha passato quello che vissuto lei e sono tanti i commenti che riceve grazie ai messaggi e alle parole che usa per descrivere i vari passaggi della malattia e del “dopo”. Ci ha colpito in modo particolare il commento di una donna sotto ad un post di Sara: “Grazie per dar voce a chi ha il sorriso sulle labbra, ma il cuore impaurito”. Per chi volesse seguirla la sua pagina Instagram si chiama “saraquelchesaro”. E, come ha detto Sara a conclusione dell’intervista a Radio24 ripercorrendo il suo percorso: “Là fuori c’è del bene”.
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