Bollate, va in pensione Elena Meroni, la colonna del Sociale.
Elena Meroni a Bollate è un personaggio molto conosciuto. Per tanti anni è stata una colonna dei Servizi sociali del Comune, poi dal 2004 è passata a costruire la neonata esperienza di Comuni Insieme, che è divenuta un fiore all’occhiello nella gestione dei servizi a livello intercomunale, una realtà che oggi ha un budget di oltre 24 milioni e più di 200 dipendenti. Fin dalla sua fondazione Elena Meroni è stata il Direttore di Comuni Insieme, affiancata dai presidenti Luigi Boffi prima e oggi Sandro Fumagalli. Con la fine di febbraio Elena è andata in pensione, dopo oltre 43 anni di lavoro nel sociale. Nei giorni scorsi è stato organizzato a sua insaputa un momento di saluto con colleghi, amministratori e operatori. Il Notiziario ne ha approfittato per intervistarla.
Come è arrivata alla Direzione di Comuni Insieme?
“È stato un percorso che deriva d a l l a mia precedente esperienza al Comune di Bollate, dove ho lavorato per oltre 20 anni, prima in biblioteca e poi dal 1986 ai Servizi Sociali: sono assistente sociale e ho iniziato dalla “gavetta” per poi assumere in Comune crescenti responsabilità, anche dirigenziali. Dal 2000 ho lavorato al percorso che ha portato alla Convenzione per la gestione associata con Bollate capofila e poi alla costituzione dell’Azienda. Mi sono molto appassionata e ho approfondito queste opportunità perché ero convinta che quello sarebbe stato il futuro dei Servizi Sociali. L’allora Assessore Luigi Boffi – che poi divenne il primo Presidente di Comuni Insieme – mi propose all’Assemblea dei Sindaci per la direzione: una sfida allora con molte incognite e qualche rischio, che abbiamo affrontato con molta passione e impegno”.
Elena Meroni, la colonna del Sociale
Come mai ha scelto il lavoro nel sociale? Quali traguardi si era posta?
“Io vengo da una famiglia da sempre impegnata nella politica e nel sociale: i miei genitori sono stati un grande esempio. Ho sempre pensato che avrei fatto un lavoro “di cura”, orientato agli altri ed alla società. Dopo la maturità avevo immaginato psicologia ma ho capito che non era quello che volevo e ho scelto Servizio Sociale per fare qualcosa di più concreto, sia per aiutare le singole persone ma soprattutto per la comunità”.
Quali traguardi pensa di avere raggiunto per Comuni Insieme?
“Tantissimi, alcuni impensabili all’inizio di questa avventura, non riuscirei ad elencarli tutti. Il primo anno avevamo un budget di 4 milioni e gestivamo 3 servizi; nel tempo abbiamo ampliato le attività, aperto nuovi servizi anche innovativi: siamo stati tra i primi a sperimentare le Family Group Conference nel campo dei minori, tra i primi in Lombardia ad avviare un’Agenzia Sociale per l’Abitare, ad organizzare una Cartella Sociale Informatizzata che più volte è entrata nelle premialità regionali, abbiamo avviato gli Hub di Comunità per arrivare sempre più vicini ai cittadini, abbiamo aperto uno sportello per le donne vittime di violenza molto prima che la Regione attuasse i Centri Anti Violenza. L’acquisizione della gestione degli Asili Nido è stato un grande traguardo, molto faticoso per molti motivi ma molto importante e infine, proprio quasi alla fine del mio mandato, abbiamo raggiunto a dicembre 2025 l’obiettivo dell’ingresso in Comuni Insieme anche del Comune di Paderno Dugnano. Oggi Comuni Insieme è la seconda Azienda più longeva in Lombardia e la terza per volume economico. Di questo vado molto orgogliosa”.
Come è stato in questi anni il rapporto con i Comuni?
Quanti Sindaci ha visto passare? Il rapporto coi Comuni è fondamentale; ricordo sempre a me stessa e ai miei collaboratori che siamo un Ente Strumentale dei Comuni soci, per cui è a loro in primis a cui rispondiamo e con cui ci confrontiamo. La Commissione Tecnica formata dai Responsabili dei Comuni si riunisce ogni mese e ci si confronta su tutto. Quanto ai politici anche le Assemblee sono molto partecipate e il confronto è costante. Da quando dirigo Comuni Insieme ho incrociato 30 Sindaci ed altrettanti Assessori, di varie appartenenze politiche ed esperienze: con tutti ho cercato sempre di avere un rapporto leale e di rispetto”
Ha qualche ricordo in particolare o un aneddoto?
“Guardi, ne avrei tantissimi, penso che ci scriverò un libro: non riuscirei a sceglierne uno. Sono molto grata a tutte le persone che mi hanno dato fiducia, prima di tutto Boffi, e sono convinta che senza la competenza delle persone che lavorano in Azienda non avremmo potuto raggiungere questi risultati. Comuni Insieme è una grande squadra, poco “io” e tanto “noi”, con la convinzione che “da soli si corre forte ma insieme si va lontano”. La festa di saluto che mi hanno organizzato è stata una meravigliosa sorpresa, mi ha reso molto felice e commossa”.
Come si sente nel lasciare il lavoro e cosa l’aspetta col raggiungimento della pensione?
“Non nego che lasciare è stato molto difficile, soprattutto perché ho avuto la fortuna di lavorare con un gruppo di colleghi meraviglioso; in tutti questi anni non mi è mai pesato un giorno venire al lavoro pur se la nostra professione è piena di complessità e spesso poco riconosciuta. Però sono molto serena perché penso di avere dato qui tutto quello che dovevo e che potevo ed è il momento giusto per lasciare spazio ad altri. Cosa farò? Per ora un pò di riposo e dedicherò più tempo a me stessa e alla mia famiglia. Tuttavia, non intendo ritirarmi a “guardare i cantieri”; continuerò ad impegnarmi per il bene comune, per la comunità e la mia città: è nella mia natura, è quello che ho sempre fatto e in un modo diverso, vorrei continuare a fare”.


