Caronno Pertusella, vertenza Teva: rinviata la procedura di licenziamento, accordo atteso entro settembre
Si allungano i tempi della vertenza Teva e, per lo stabilimento di Caronno Pertusella, si apre uno spiraglio nella gestione degli esuberi. Nell’incontro del 21 luglio al Ministero del Lavoro tra la direzione di Sicor Srl (Gruppo Teva), i sindacati nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le Rsu, è stata concordata la richiesta di proroga della fase amministrativa della procedura di licenziamento collettivo fino al 18 settembre 2026.
La decisione arriva dopo settimane di confronto tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni e consentirà di definire nel dettaglio un accordo quadro. Per i siti di Rho, Santhià e Caronno Pertusella, dove sono stati individuati complessivamente 61 esuberi, l’obiettivo condiviso è evitare soluzioni traumatiche.
Teva, prorogata la trattativa: per lo stabilimento di Caronno Pertusella si punta alle uscite volontarie
L’ipotesi attualmente sul tavolo prevede infatti uscite esclusivamente su base volontaria, accompagnate da incentivi economici e rivolte in via prioritaria ai lavoratori che matureranno i requisiti per la pensione nei prossimi cinque anni.
Parallelamente, per lo stabilimento di Villanterio è stato rinviato il piano di chiusura: la produzione proseguirà fino a marzo 2027 e il sito resterà aperto fino a dicembre dello stesso anno per favorire la ricerca di un acquirente e un percorso di reindustrializzazione.
La proroga fino al 18 settembre servirà ora a completare gli aspetti tecnici ed economici dell’intesa, con l’obiettivo dichiarato di ridurre al minimo l’impatto occupazionale della riorganizzazione del gruppo.





