Coltellate ripetute alla gola, sia al fratellino che alla madre che al padre: “Le eventuali grida delle vittime non avrebbero potuto essere troppo forti” -ha spiegato la procuratrice Sabrina Ditaranto nella conferenza stampa indetta oggi sulla strage in famiglia a Paderno Dugnano.
Strage in famiglia a Paderno Dugnano, Riccardo ascoltava musiche molto tristi
A Riccardo Chiarioni viene contestato un triplice omicidio premeditato, con le aggravanti della relazione famigliare, dell’età minore di una delle vittime (il fratello Lorenzo) e per avere agito di notte con le vittime nel sonno o appena sveglie.
Il tenente Ruzza, comandandante della Tenenza Carabinieri di Paderno Dugnano ha riferito la scena che si sono trovati davanti i primi militari giunti sul posto: “un ragazzo seduto su muretto d’ingresso del complesso di villette con vicino a terra coltello da cucina di grosse dimensioni. Il ragazzo è sereno e lucido, i militari lo rassicurano ed entrano in casa documentando la scena anche con le bodycam e trovano corpi senza vita nella cameretta dei ragazzi.
Riccardo riferisce inizialmente di avere ucciso il padre dopo che questi aveva ucciso madre e fratello, ma poi, durante l’interrogatorio, avvenuto circa 12 ore dopo, ovvero intorno alle 15 di domenica confessa di essere responsabile di tutte e tre le uccisioni.
Una conferma che il ragazzo fornisce con tono pacato, sereno e lucido -hanno ribadito gli inquirenti aggiungendo che non c’era mai stato nessun presagio di questo malessere. A scuola Riccardo andava bene, solo quest’anno aveva avuto un debito in matematica ma non risulta che la cosa abbia creato particolari discussioni in famiglia.
Dal punto di vista giudiziario non c’è un movente per la strage di Paderno Dugnano
“Da un punto di vista giudiziario non abbiamo un movente tecnicamente inteso – ha detto la procuratrice Ditaranto-. Da un punto di vista sociologico le indagini sono ancora aperte. C’era stata la festa di compleanno del papà ed è possibile che i festeggiamenti abbiano acuito un malessere.
Il ragazzo ha parlato di un malessere generico che lo faceva sentire estraneo ma non rispetto alla famiglia, rispetto al mondo.
“Solo col passare delle ore si è reso conto che quello che ha fatto è irreversibile”. Il ragazzo ha riferito che all’uccisione di genitori e fratello “ci pensava da qualche giorno”. La procuratrice ha inoltre aggiunto che lo stesso ragazzo ha riferito di ascoltare musiche molto tristi.
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