
Dieci pizze per gli infermieri e i medici del pronto soccorso di Garbagnate come ringraziamento per il super lavoro che stanno facendo in questi giorni a causa del Coronavirus.
Le ha fatte recapitare ieri sera Romany (per tutti Romano), titolare della pizzeria “Fior di Pizza” di Arese. Egiziano di origine, in Italia da tanti anni e oggi anche italiano, Romano ha avuto questa idea pensando alle tante persone che stanno facendo gli straordinari in questi giorni negli ospedali.
“Non merito questa pubblicità, non ho fatto niente di strano, mi sembrava il minimo” -esordisce al telefono.
“Non so chi c’era di turno, non li conosco personalmente ma con tre bambini piccoli mi è capitato spesso di andare al pronto soccorso di Garbagnate e ho incontrato sempre persone eccezionali, così ho pensato a questo piccolo gesto per ringraziarli di quello che stanno facendo in queste giornate” -dice Romano, che vorrebbe anche fare di più.
Un gruppo di volontari per aiutare infermieri e medici
“Sto pensando di organizzare un gruppo per dare una mano a questi medici e infermieri che sono impegnati per tante ore al giorno, se hanno bisogno di qualche piccola commissione, magari fare la spesa, accompagnare qualche parente da qualche parte, o solo portare a spasso il cane, possiamo metterci a disposizione. Io non posso fare il medico o l’infermiere, ma posso aiutare loro in qualche altro modo. Dobbiamo darci tutti una mano in questa situazione difficile che sta vivendo il nostro Paese”.
A rendere noto il bel gesto di Romano è stato un infermiere del pronto soccorso di Garbagnate, Giuseppe Cosi, che ha pubblicato questo messaggio su Facebook: “Vorrei pubblicamente ringraziare la pizzeria Fior di pizza di Arese (MI), fino a ieri a me sconosciuta,che la scorsa notte ha fatto recapitare presso il pronto soccorso di Garbagnate 10 pizze -senza che nessuno le avesse ordinate- come gesto di ringraziamento per il lavoro che tutto il personale sta svolgendo durante l’emergenza in corso. Grazie”.
La solidarietà, ai tempi del Coronavirus, può diventare più contagiosa del virus stesso. E questo è un auspicio.
Gabriele Bassani
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