Come fratelli per 6 anni, poi separati, si ritrovano dopo 64 anni. La storia di Ezio e Gaetano è incredibile ma verissima ed è di quelle che fanno emozionare.
Tutto inizia nel 1954 a Gottolengo, piccolo comune della Bassa Bresciana, dove il 14 gennaio viene al mondo Ezio Chiari, oggi 72enne, che vive a Cogliate dal 1958. Circa 8 mesi dopo, nel mese di settembre, Ezio, si trova in casa un altro bambino, appena nato. “Mia madre, addirittura, lo ha allattato, scoprirò poi. Io non potevo capire, per me è sempre stato un fratello che mi sono trovato in casa, di qualche mese più piccolo” -racconta Ezio, che ha i ricordi di un’infanzia felice e molto vivace, negli spazi sconfinati della cascina agricola in cui è cresciuto.
Ezio e Nino, cresciuti come fratelli, si ritrovano dopo 64 anni
Ricorda anche di una donna che periodicamente, faceva visita a casa e portava dei regali per “Nino”, così come tutti hanno sempre chiamato quel bambino e Nino condivideva con lui. “Era la madre naturale di quel bambino, questo lo sapevamo, ma non abbiamo mai saputo quale storia si celasse dietro questa situazione”. Altri tempi, certo, altri contesti. Sta di fatto che nel 1958, la famiglia Chiari si trasferisce a Cogliate: con i due genitori ci sono i figli naturali, Adele ed Ezio e c’è anche “Nino”, che diventa quindi, a tutti gli effetti, cittadino cogliatese, registrato in quella stessa famiglia che prende alloggio nella corte forse più storica del paese, la Curt di fràa.
Dopo due anni però succede qualcosa di grave, di cui Ezio ha un ricordo un po’ confuso: “Nino si è ammalato, noi siamo stati fatti uscire di casa e lui è andato via con sua madre”. Era il 1960. Da quel momento, Ezio non ha più notizie di quel “fratello” con cui ha trascorso praticamente in simbiosi gli ultimi 5 anni e mezzo. Passano gli anni e non c’è modo di riallacciare i contatti.
La vita scorre, le scuole, il lavoro, il matrimonio, i figli. Ogni tanto però, nella mente di Ezio, come è naturale, ritorna la memoria di quel “fratello” di cui non ha più saputo nulla. Quando vengono a mancare i genitori, sistemando casa, si trovano le foto in bianco e nero di quegli anni, con i due bambini sempre insieme e si trova addirittura il corredo da tavola, piatto e posate, con inciso il nome “Nino”, a confermare che fosse a tutti gli effetti un membro della famiglia.
Da Gottolengo a Cogliate, poi si ritrovano ad Aosta
Nel 2024 succede una cosa stranissima, che ciascuno può interpretare come meglio crede. La sorella maggiore di Ezio, Adele, vive ad Aosta, dove si è trasferita molti anni prima, ed un giorno si imbatte in un annuncio funebre di una donna di 94 anni.
Il nome le accende un ricordo, anche se sfumato. Legge meglio e scopre che ad annunciarne la scomparsa sono i 6 figli, tra cui c’è anche un Gaetano, che lei sapeva essere il nome completo di Nino. “Vuoi vedere che?” Ne parla col fratello Ezio, che a quel punto non si accontenta e vuole approfondire. Parte per Aosta, comincia le ricerche in loco.
Lo trova. Gaetano, quel “fratellino” che era sparito 64 anni fa è diventato un noto e stimato archeologo, fondatore del Museo del Megalitico ad Aosta, oggi in pensione. Il resto lo possiamo immaginare: enorme commozione, mille ricordi, tanta curiosità per i 64 anni vissuti a distanza e senza sapere nulla l’uno dell’altro. “Adesso ci sentiamo ogni due o tre giorni, ci scambiamo foto, video, ci raccontiamo, ci confrontiamo… è un abbiamo un legame fortissimo, come quello tra due fratelli” -conclude Ezio.
Gabriele Bassani





