A Biassono, nella ricca Brianza, si è consumato un dramma della povertà con la morte di un uomo per monossido di carbonio: il figlio è stato portato in ospedale, entrambi avevano respirato i fumi tossici di un braciere improvvisato per scaldarsi.
La tragedia si è consumata nella notte tra il 5 e il 6 gennaio in un cascinale di via Regina Margherita 14 a Biassono, dove un uomo di 63 anni è morto a causa di una intossicazione da monossido di carbonio. Il figlio, che viveva con lui e ha scoperto il corpo, è stato ricoverato in ospedale dopo aver respirato gli stessi fumi tossici.
Biassono, morto intossicato da monossido da un braciere in cascina, la vittima aveva 63 anni
La vittima è Luigi Deliso, nato nel 1962, originario della Campania. Padre e figlio, secondo le prime informazioni raccolte erano entrambi senza un lavoro stabile e in gravi difficoltà economiche, vivevano senza riscaldamento. Per proteggersi dal freddo avevano improvvisato un braciere artigianale, utilizzando un bidone riempito con carta, legna e pezzi di carbone.
Durante la notte i fumi si sono diffusi nell’abitazione. Deliso si sarebbe sentito male mentre si trovava in bagno, dove è crollato a terra. A trovarlo, all’alba intorno alle 6.30, è stato il figlio, che ha subito lanciato l’allarme.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Il figlio, con sintomi da intossicazione, è stato trasportato in codice giallo all’ospedale San Gerardo di Monza: le sue condizioni non sono gravi.
Sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Monza. Il magistrato di turno della Procura, Nicola Balice, non ha disposto l’autopsia, ritenendo chiara la dinamica dell’accaduto, e ha restituito la salma ai familiari.
Red.Bria.


