Garbagnate, ospedale: intervista al dottor Salvatore Barberi, primario di Pediatria.
Prosegue il viaggio del Notiziario per conoscere i primari del nostro ospedale. Questa settimana abbiamo intervistato il dottor Salvatore Barberi, Primario di Pediatria in Asst Rhodense.
Conosciamo Salvatore Barbieri, primario della Pediatria nell’Asst Rhodense
Dottor Barberi, ci parli di lei…
“Sono laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Specializzato in Pediatria presso l’Università degli Studi di Pavia, Dottore di Ricerca in Scienze Pediatriche presso La Sapienza, Università di Roma, Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università degli Studi di Pavia, Direttore della SC di Pediatria e Neonatologia a Rho e Garbagnate Milanese e Direttore Dipartimento Area della Donna e Materno Infantile”.
Medico per scelta vocazionale?
“Senza dubbio sì. Provengo da una famiglia di di pediatri e da sempre ho nutrito il desiderio di dedicare la mia vita alla cura del prossimo”.
Una scelta che ha trovato la famiglia in condivisione per tutto il “lungo cammino”?
“Devo dire che all’inizio la famiglia ha fortemente osteggiato la mia scelta perché era un cammino molto lungo e difficoltoso e che certamente avrebbe assorbito la mia vita in maniera totalitaria. Tuttavia quando hanno constatato la mia forte motivazione e la mia caparbietà, mi hanno sostenuto durante tutto il cursus honorum”.
Da dove nasce la scelta della specializzazione in pediatria?
“Durante il mio corso di studi sono rimasto particolarmente affascinato dalla cura del paziente pediatrico. Riuscire ad essere di aiuto ai piccoli pazienti che non sempre, in base alla loro età, sanno esprimere le loro sensazioni e riferire le sintomatologie costituisce una sfida quotidiana ampiamente ripagata dal riuscire a dare delle risposte ai loro problemi e conseguente serenità alle famiglie”.
Vuole descrivere una sua giornata tipo?
“Ad oggi, con la possibilità di essere reperibili e “connessi” h24, si può dire che le giornate non abbiano un inizio ed una fine. I miei pazienti e collaboratori sanno di poter contare su di me in qualunque momento. Solitamente durante il giorno mi divido tra i due ospedali cercando di seguire le attività relative ai neonati e ai pazienti pediatrici ricoverati. Dedico altresì diverse ore allo svolgimento delle attività burocratiche, alla programmazione e alle riunioni con le varie Direzioni”.
Soddisfatto al momento di come guida questo importante reparto?
“Sì lo sono particolarmente in questo periodo perché sta forse terminando il decennio passato, caratterizzato da una penuria di personale sanitario!”.
Molti medici lamentano (sotto voce) che il carico burocratico, cartaceo, distorce dal proprio lavoro primario di medicina, crede sia così?
“Non posso dire che il carico non sia estremamente importante. In un mondo ideale sarebbe bello se parte della burocrazia potesse essere appannaggio di figure dedicate”.
Tra i tanti impegni, riesce a ritagliarsi uno spazio per sè e per la famiglia?
“Attualmente non posso dire di aver raggiunto questo obiettivo ma è una delle prossime sfide”.
Quali sono i reparti ospedalieri con cui il suo reparto di Pediatria deve essere sinergico?
“In primis con Ostetricia e Ginecologia, con il Laboratorio, la Radiodiagnostica e tutte le Chirurgie relate”.
È cambiato qualcosa nella pediatria infantile con l’arrivo di tante nascite “internazionali”?
“Non in termini assoluti, vi sono certamente maggiori difficoltà in termini di barriere linguistiche”.
Da gennaio il direttore generale è il dr. Marco Bosio, si avverte qualche cambiamento?
“Il Dr. Bosio è indubbiamente un grande professionista attento e competente e ha trasmesso a tutti noi, in questi mesi, l’importanza di migliorare i percorsi e i processi nelle nostre strutture, sempre al servizio della comunità”.
Garbagnate, ospedale: intervista al dr. Barberi, primario di Pediatria. Le nuove sfide
Progetti in cantiere o in via di partenza?
“Abbiamo in programma un progetto aziendale che prevede la ristrutturazione del Reparto di Pediatria di Rho che accoglierà al suo interno dei posti letto di Neuropsichiatria Infantile nonchè, nei prossimi due anni, dovrebbe terminare la ristrutturazione del Reparto di Neonatologia e Terapia Subintensiva Neonatale sempre a Rho”.
Un pensiero rivolto alle giovani donne mamme?
“L’amore verso i vostri piccoli e l’ascolto dei loro bisogni e pensieri sono le medicine più importanti”.
Consiglierebbe a un giovane di intraprendere la carriera di medico pediatra?
“Sì, perchè è il mestiere più bello del mondo e spesso dai piccoli pazienti si imparano lezioni di vita molto importanti”.
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