Oggi, 17 marzo, compie 85 anni Giovanni Trapattoni, il grande calciatore prima e allenatore di calcio poi, nato a Cusano Milanino, dove ancora risiede.
Calciatore prima poi allenatore di Milan, Juventus e Inter
Trapattoni ha allenato in Italia e all’estero ed è stato anche commissario tecnico nella Nazionale italiana di calcio.
I suoi anni da calciatore trascorsero per la gran parte al Milan, dove rimase una colonna portante della squadra per quasi un quindicennio e, agli ordini di Nereo Rocco, vinse due scudetti, una Coppa Italia, due Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa intercontinentale;[ chiuse poi la carriera agonistica nel Varese.
Divenne subito allenatore e ha ottenuto la maggior parte dei successi sulla panchina della Juventus, squadra che guidò ininterrottamente dal 1976 al 1986 – il ciclo più duraturo nella storia del calcio professionistico italiano e poi ancora dal 1991 al 1994.
Riuscì a vincere inanellare sei campionati di Serie A e due Coppe Italia, diventando al contempo il primo allenatore nella storia ad aver vinto le tre principali competizioni per club organizzate dall’Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (Uefa) con la stessa squadra e, in seguito, tutte le manifestazioni allora gestite dalla confederazione.
Ha vinto tutto in Europa, fu Ct della Nazionale Italiana e di quella Irlandese
È inoltre uno dei pochi i ad aver vinto la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa Intercontinentale sia da giocatore che da allenatore; è infine tra i tecnici plurivittoriosi in Coppa UEFA con 3 affermazioni.
Commissario tecnico della nazionale italiana dal 2000 al 2004, successivamente ricoprì il medesimo incarico per la nazionale irlandese dal 2008 al 2013, dapprima sfiorando la qualificazione al campionato del mondo 2010 al termine di una polemica sfida di spareggio contro la Francia, e riuscendo poi a qualificarla al campionato d’Europa 2012, traguardo raggiunto per la prima volta dai Boys in Green dal 1988.
Trapattoni ha cominciato la sua carriera proprio giocando all’oratorio san Martino di Cusano e da lì non si è più fermato.
“Amo troppo il verde dei prati e il pallone. Ho fatto l’allenatore perché non mi immaginavo altrove” -ha raccontato più volte.
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