L’incidente risale al novembre 2020, ma a distanza di sei anni la controversia non ha ancora trovato una soluzione. Tempi oltremodo dilatati, come spesso accade quando le procedure si incagliano tra perizie e rimpalli delle compagnie assicurative.
Tutto ha inizio nel 2020, quando un cittadino presenta una richiesta di risarcimento al Comune, in Brianza, dopo essere inciampato in una buca, riportando lesioni fisiche e danni a oggetti personali. La risposta dell’ente è inizialmente perentoria: nessuna responsabilità riconosciuta per il sinistro.
Inciampa in una buca per strada e cade riportando danni, battaglia legale infinita con il Comune
Il cittadino, però, non si è arreso. Nel luglio 2023 ha avviato una procedura di negoziazione assistita; il broker comunale ha aperto la pratica, ma ha negato il risarcimento sostenendo che la posizione fosse già in gestione presso la compagnia assicurativa. Tuttavia, nell’aprile 2024, è arrivata la beffa: l’assicurazione ha respinto il caso per “tardiva denuncia”, poiché la formalizzazione è avvenuta oltre il termine biennale previsto dalla legge.
Nonostante l’ostacolo burocratico, il danneggiato ha deciso di andare fino in fondo, notificando un atto di citazione dinanzi al Giudice di Pace di Monza. La richiesta è la condanna del Comune al risarcimento dei danni, quantificati in oltre 10.000 euro, più le spese legali.
All’Amministrazione non è rimasto che costituirsi in giudizio. Recentemente, nel marzo scorso, l’ente ha nominato un consulente tecnico di parte (con una spesa di 366 euro) per la valutazione clinica del danno patito dall’uomo. La battaglia legale, tra perizie e cavilli, è destinata a continuare.
D.V.


