I ladri di biciclette si rifanno vivi in tutti i comuni del Saronnese: nel mirino non solo gli anziani ma anche i ragazzi, che non hanno più trovato le loro bici nei box e cortili. I ladruncoli le usano per brevi spostamenti, per smontarle e rivendere i pezzi o smerciarle sul mercato nero. Per testare quante ne vengono rubate basta consultare gli albi pretori dei vari comuni, scoprendo così che nei comandi di polizia locale o nei depositi ce ne sono sempre diverse che non vengono reclamate. Poi ci sono quelle rubate nei boschi da pusher e tossicodipendenti, che come quantità la fanno da padrone.
Ultimamente, a Caronno Pertusella, sono state trovate una bici da donna di marca Luigi Bianchi, una tandem Esperiam e una elettrica Emg modello Queen. Curioso il ritrovamento di una ruota, che un cittadino non ha esitato a consegnare alla polizia locale. Anche gli altri comuni fanno i conti con questi continui furti ai danni di anziani che vanno a messa o a fare la spesa e di ragazzi che entrano in bar e locali.
A Origgio e Uboldo ben 200 biciclette al macero
A Uboldo e Origgio la caterva di biciclette dei pusher non c’è più: sono state tutte mandate al macero. Erano almeno 200, trovate abbandonate negli ultimi anni nei boschi e accatastate nel deposito-magazzino della Protezione civile. Com’è possibile che nessuno le abbia volute? “Troppe perché qualcuno se ne facesse carico -risponde il coordinatore della ProCiv Piero Zucca – Non le hanno volute nemmeno regalate”.
Chiamare le polizie locali per chiedere di vedere le bici ritrovate
Per legge se l’oggetto smarrito o rubato non viene reclamato entro un anno, può essere consegnato a chi lo ha trovato e portato alle forze dell’ordine. Il problema è che quasi nessuno consulta gli albi pretori, dunque non può sapere che la sua bici rubata è magari in deposito al comando dei vigili. L’appello è quindi di contattare la polizia locale di riferimento, fornendo dettagli (anche sugli accessori) per dimostrare di esserne proprietario.
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