
A due settimane dalla chiusura definitiva dello stabilimento Henkel di Lomazzo, i lavoratori hanno accettato l’accordo per garantire un’uscita meno dolorosa possibile a buona parte dei 150 dipendenti della multinazionale tedesca dei detersivi.
“I lavoratori hanno accettato, loro malgrado, l’accordo che era sul tavolo. Questo perché non esisteva un piano B” -spiega una nota ufficiale della Cisl dei Laghi.
I dipendenti dello stabilimento di Lomazzo che ha chiuso i battenti lo scorso 30 giugno, come annunciato dalla proprietà fin dal metà febbraio di quest’anno, per la decisione di trasferire la produzione nello stabilimento di Ferentino nel Lazio, continueranno a ricevere lo stipendio fino al prossimo 30 settembre. Poi scatteranno gli ammortizzatori sociali, fino a 3 anni tra Cassa integrazione e Naspi. Nel frattempo ci saranno incentivi all’esodo.
Tra i lavoratori molti sono quelli residenti nei comuni limitrofi come Turate, Rovellasca, Lazzate. Con la chiusura dello stabilimento di Lomazzo è fortemente a rischio anche il deposito di Lazzate, aperto appena qualche anno fa.
“L’intesa raggiunta ha tenuto conto di tutte le fasce di età dei dipendenti presenti nello stabilimento e ha cercato di offrire loro la miglior soluzione possibile, viste le condizioni. Non si può dire che se ne esca contenti, ma sicuramente in un contesto di coperta corta si tratta di un’intesa che almeno tiene al caldo po’ tutti”. È il commento di Marco Felli, operatore Femca Cisl dei Laghi che sta seguendo la vicenda della Henkel dopo l’approvazione all’unanimità, nella mattinata di lunedì 12 luglio, dell’ipotesi di accordo quadro sottoscritto la scorsa settimana per la risoluzione della vertenza relativa allo stabilimento di Lomazzo.
“Ora andremo a comunicare all’azienda l’esito delle assemblee – prosegue Felli -, così che si possano attivare i diversi passaggi di uscita. Fino al 30 settembre tutti i dipendenti dell’azienda continueranno a ricevere stipendio pieno, chi prima di quella data decidesse di uscire volontariamente potrà beneficiare di un incentivo. Vi sarà contestualmente l’attivazione della Cigs, che durerà 12 mesi + 24 Naspi. Così facendo i pensionabili vedranno aperta una finestra fino a 36 mesi per il raggiungimento del requisito pensionistico e per cui l’azienda integrerà la differenza per arrivare al 100% dello stipendio. Per tutti coloro invece che non saranno ancora pensionabili si permetterà di uscire dal mondo del lavoro con degli incentivi. Da subito è prevista la messa in atto di politiche di outplacement par aiutare il personale nella ricerca di un lavoro”.
“L’azienda – conclude Felli – ha inoltre la lista di 22 dipendenti che hanno manifestato disponibilità a ricollocarsi in altri stabilimenti del gruppo, in Italia e in Germania, a Dusseldorf, con condizioni economiche dedicate”.
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