
In tutti i comuni del Saronnese sono in aumento le spese per i funerali di persone indigenti, morte sole o con familiari non in grado di pagare le esequie. E’ anche questo un risvolto delle nuove povertà: se ne parla poco, ma le determine comunali per lo stanziamento dei fondi sono in continuo aumento.
Gli ultimi casi sono avvenuti a Caronno e Uboldo, dove i Servizi sociali hanno dovuto farsi carico del funerale di persone già in carico al settore: preso atto delle condizioni economiche precarie del defunto e dei familiari, è stata trovata d’urgenza un’agenzia di onoranze funebri pagando i costi di tumulazione. Proprio per essere preparati ad affrontare casi di questo genere, a Cislago è stata approvata una convenzione con un’agenzia di pompe funebri. La media dei costi è di 500 euro.
A Origgio si sta pensando di ampliare il campo comune, quello dove vengono tumulate le salme di coloro che non possono permettersi loculi o tombe. Intanto si sta diffondendo sempre più la cremazione, che costa molto meno del funerale. A Uboldo chi preferisce questa pratica al loculo tradizionale può usufruire di rimborsi del 30% sul costo sostenuto. Lo attesta il Regolamento di Polizia mortuaria: “In caso di cremazione il relativo onere, quantificato dal gestore dell’impianto, verrà ripartito in misura del 70% a carico degli eredi del defunto e del 30% a carico del Comune/gestore”. Per adesso non si può dire che ci sia stata una corsa alle cremazioni, ma qualche richiesta di rimborso è pervenuta (nell’ordine dei 150 euro), il che è un buon inizio. A versare le quote del 30%, fallito il gestore del cimitero, è il Comune, che ha messo a diposizione il “Giardino delle Rimembranze” per spargere le ceneri di chi preferisce farsi cremare. Anche a Origgio sono state previste agevolazioni per le cremazioni (bonus da 500 euro), ma solo per alcuni mesi del 2020, in piena pandemia. Addirittura è stato proposto un forno crematorio, così da non doversi più rivolgere ai centri specializzati.
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